25/01/2012
Ribolla: “Università, ad essere fuorilegge è lo Stato”
Approvata all’unanimità dal Consiglio comunale la mozione della Lega Nord per chiedere al governo di garantire un congruo finanziamento all’ateneo bergamasco.
"Autorità e istituzioni devono andare oltre il colore politico per sostenere la battaglia per combattere il sottofinanziamento dell'Università di Bergamo. Sono soddisfatto che a Bergamo tutte le forze politiche presenti in Consiglio abbiano deciso di appoggiare la mia mozione". A dichiararlo è il capogruppo del Carroccio a Palazzo Frizzoni, Alberto Ribolla, all'indomani dell'approvazione unanime, da parte del Consiglio comunale, della mozione di cui è presentatore, attraverso la quale viene chiesto che si intervenga affinchè i parametri attuali di ripartizione del fondo di finanziamento ordinario vengano aggiornati. Una richiesta discussa nei giorni scorsi in IV Commissione Consiliare alla presenza del Rettore Paleari e già portata all’attenzione del Ministro Profumo attraverso un’interrogazione presentata dai parlamentari della Lega Nord Giacomo Stucchi e Paolo Grimoldi.
"Lo Stato è debitore nei confronti dell’ateneo bergamasco di 15 milioni di euro all'anno su un bilancio di 35 milioni di euro - rileva Ribolla, che è anche coordinatore nazionale del Movimento Universitario Padano -. Ad essere "fuorilegge", dunque, non sono gli atenei, ma lo Stato che, se fornisse un finanziamento adeguato alla nostra università, consentirebbe di erogare molti più servizi agli studenti e al territorio bergamasco, come testimoniato dal Rettore Paleari, che ringrazio per la presenza in Commissione e la sempre fattiva collaborazione".
Nonostante l'impegno della Lega Nord per fare in modo che il problema del sottofinanziamento degli atenei potesse essere risolto, poco sembra essere cambiato ad oggi: "Il senatore Mario Pittoni - ricorda Ribolla - nell'ambito della Riforma Gelmini, attraverso l'articolo 11, aveva fatto in modo che gli atenei virtuosi che ricevono meno del dovuto potessero recuperare quasi un terzo del loro sotto-finanziamento. Peccato che questo provvedimento non sia stato ancora applicato e, stando a quanto dichiarato dal ministro Profumo, non lo sarà neppure nel 2012. Con l'odg chiediamo l’immediata applicazione dell'articolo 11, che dovrebbe innescare una vera e propria rivoluzione se si pensa che anche nel 2009 soltanto lo 0,3% delle assegnazioni è stato riservato agli atenei virtuosi ma sotto-finanziati. Chiediamo, inoltre, l’introduzione del costo standard unitario di formazione per studente in corso, già inserito nella Riforma grazie agli sforzi della Lega.
“Fin dall’ inizio della legislatura – prosegue Ribolla - il Carroccio si era impegnato per recuperare risorse sottratte in questi anni a università virtuose ma sotto-finanziate, come sono quasi tutte quelle padane. Io stesso mi ero interessato della questione già nel 2007 quando ero senatore accademico. Oggi, in qualità di coordinatore del Movimento universitario padano, credo che il problema debba essere affrontato con determinazione da tutte le Istituzioni bergamasche, per fare in modo che agli atenei virtuosi come quello bergamasco, possano ricevere i giusti finanziamenti”.
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25/11/2011
Università: la Lega porta la questione fondi in parlamento
Adeguare il fondo di finanziamento ordinario (FFO) ai parametri attuali e compensare immediatamente il decennale sottofinanziamento dell’Università di Bergamo. A richiederlo, attraverso una mozione che sarà presentata in Consiglio comunale, è Alberto Ribolla, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Frizzoni e coordinatore nazionale del Movimento Universitario Padano.
Ribolla ha informato della situazione emersa della classifica degli atenei “fuorilegge” per il carico di tasse imposto agli studenti, pubblicata nei giorni scorsi dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”, anche gli onorevoli Giacomo Stucchi e Paolo Grimoldi, che nei prossimi giorni presenteranno un’interrogazione in Parlamento.
“Al top della classifica pubblicata da “Il Sole 24 Ore” c’è l’università di Bergamo – rileva Ribolla, che fa notare che la questione non riguarda solo l’ateneo orobico -, che richiede il 35,5% di contribuzione agli studenti rispetto al finanziamento dello Stato. La legge imporrebbe che le tasse non superino una somma pari al 20% del contributo ricevuto dall’ateneo sotto forma di finanziamento ordinario. L’ateneo di Bergamo, però, è anche al secondo posto di un’altra classifica, quella degli atenei che ricevono meno contributi dallo Stato per studente: 2.422 euro a studente contro una media di quattro mila euro a livello nazionale (Sassari 5.376 euro, Siena 7.131 euro). Il sottofinanziamento – spiega Ribolla – è dovuto al fatto che il Fondo di Finanziamento Ordinario viene calcolato su parametri fermi da almeno un decennio”.
Lo Stato, pertanto – si legge nell’interrogazione a firma di Grimoldi e Stucchi -, è debitore nei confronti dell’ateneo bergamasco di 15 milioni di euro all’anno su un bilancio di 35 milioni di euro. Evidentemente il tetto imposto dalla legge non verrebbe sforato se il ministero colmasse il sottofinanziamento. Secondo Stucchi e Grimoldi, “le tasse universitarie pagate dagli studenti di Bergamo potrebbero essere ridotte se lo Stato finanziasse in modo adeguato la nostra università. Allo stesso modo, con le ulteriori risorse che sono dovute si potrebbe ampliare ulteriormente l’offerta formativa”.
Attraverso l’interrogazione e la mozione viene dunque chiesto che si intervenga affinchè i parametri attuali di ripartizione del fondo di finanziamento ordinario vengano aggiornati, “facendo in modo – conclude l’onorevole Stucchi – che vengano premiate le università virtuose e che gli atenei non abbiano come priorità quella di creare “poltronifici”, ma di fornire istruzione, mission primaria di ogni università”.
“A questo, si aggiunge il fatto – conclude Ribolla – che la media delle tasse universitarie negli atenei del Nord è notevolmente superiore a quelle degli atenei del centro sud, mentre i finanziamenti statali agli atenei sono in media più elevati al centro-sud rispetto che al nord. Per questo ci auguriamo che il ministro Profumo intervenga anche alla luce del fatto che conosce bene la situazione, comune anche all’ateneo di Torino dove ha ricoperto la carica di rettore”.
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24/11/2011
La Lega Nord sui fondi agli atenei: disparità inaccettabili fra Nord e Sud
"Lo ha confermato il rettore Paleari. Lo Stato rivela la sua iniquità nella ripartizione delle risorse alle Università”. Lo sostengono i giovani del Movimento universitario padano (Lega Nord) commentando l’articolo pubblicato sul Sole 24 Ore “che tiene viva l’attenzione su dati che continuano a descrivere situazioni di disparità inaccettabili”. “L’Università di Bergamo riceve 2.400 euro all’anno per studente contro una media di 4.100 euro all’anno: dove finiscono tutti i finanziamenti? Il Movimento Universitario Padano si prepara a distribuire in tutte le sedi del nostro ateneo un volantino che risponde alla domanda.
Con questa iniziativa si vuole testimoniare, numeri alla mano, una secessione di fatto data dalla disparità del trattamento riservato agli studenti del Nord rispetto a quelli del Sud”. Dati forniti dal ministero dell'Università e della ricerca “Perché uno studente universitario lombardo o veneto sostiene in media 1500 € di tasse e uno studente calabrese o pugliese solo 500 €? – si domanda Andrea Zanchi, coordinatore provinciale del Movimento Universitario Padano di Bergamo – Guardando i numeri è come se ogni studente lombardo ne adottasse a distanza uno calabrese o lucano e gli mantenesse gli studi. Tutto questo dovrebbe far riflettere su come sia in atto una situazione insostenibile per la Padania, e su come nei confronti degli studenti del Nord si stia consumando una pesante discriminazione da parte dello stato centrale.”
05/09/2011
Nuova maturità, accelerare su test Invalsi
"Ringrazio personalmente e a nome del Movimento giovani padani il ministro Gelmini per il grande lavoro che sta portando avanti nel riformare l'esame di maturità abbattendo le storiche disparità di giudizio che, scientificamente, dividono Nord e Sud, ovviamente a favore degli studenti meridionali. Speriamo che, dopo l'anno di sperimentazione, davvero dalla Maturità del 2013 il test Invalsi possa diventare obbligatorio per tutti i maturandi. Anche se furbizie e scappatoie in Italia non mancano mai, il test Invalsi garantirebbe sicuramente una maggior equità nella valutazione finale che, a nostro avviso, non deve comunque avere valore legale". Lo ha affermato Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e presidente federale del Movimento giovani padani.
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15/08/2011
Una sfida tra cervelloni del Nord e del Sud
La proposta arriva dai giovani deputati della Lega Nord Paolo Grimoldi e Davide Cavallotto, rispettivamente responsabile federale e coordinatore nazionale piemontese del Movimento giovani padani. “Leggere ancora oggi – spiegano Grimoldi e Cavallotto – che nelle scuole superiori al Sud si registrano il doppio dei 100 e lode del Nord è vergognoso e imbarazzante. Ma qualcuno crede davvero che in Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio siano tutti geni, mentre dal Centro al Nord tutti somari? Facciamola veramente questa sfida comparativa tra i 100 e lode sudati in Padania e quelli spesso regalati nel Sud: avremmo la conferma dell’assurdità del valore legale del titolo di studio, di cui la Lega chiede da tempo l’abolizione. Abbiamo moltissimi giovani padani diplomati con 100 e lode, ma anche con molto meno che si confronterebbero senza problemi con i “cervelloni” del Sud, soprattutto con quelli usciti a grappolo da una stessa scuola superiore”. Il recente II Rapporto di Tuttoscuola sulla qualità ha di fatto fotograto il Nord Ovest del Paese come l’area territoriale dove la scuola funziona meglio, con Biella e Torino ai primi due posti della graduatoria per province. La graduatoria per Regioni vede al primo posto il Piemonte, seguito da Friuli Venezia Giulia e Lombardia. Ultime Campania, Sardegna e Sicilia. “Forse le scuole del Nord sono più selettive? – proseguono Grimoldi e Cavallotto – E’ uno scandalo se non una truffa legalizzata che gli studenti del Sud partano con un “bonus” omaggio nelle selezioni per le università, per le borse di studio e in generale con un riconoscimento nel curriculum che non corrisponde alla loro preparazione reale. E’ ora di finirla. Ci spieghino, poi, com’è che questi cervelloni sono tutti senza lavoro: secondo l’ultimo Rapporto Svimez 2011 sull'economia del Mezzogiorno due giovani su tre non lavorano. Sinceramente se dovessimo assumere un laureato padano con votazione 80 e uno laureato al Sud con il massimo dei voti non avremmo dubbi sul grado di preparazione”.
18/07/2011
Bergamo e l'Europa
16/06/2011
BERGHEM BERGHEM BERGHEM
Nei grandi centri della Bergamasca mancava solo Bergamo : i cartelli con la scritta “Bèrghem” rimossi alla chetichella dalla giunta Bruni a metà agosto dell’estate 2004, nel silenzio di una città in ferie, togliendoli da tutti gli ingressi della città, dove erano stati posizionati da Veneziani. Una vergogna che fece andare su tutte le furie la Lega Nord, da sempre sostenitrice dell’iniziativa anche nei Comuni della provincia, dove ormai i cartelli in dialetto sono un’abitudine come in altre parti d’Italia. Ricompare finalmente la scritta “Bèrghem” (con il richiamo storico germanico (berg-heim) e latino (bergomum) e con il “benvenuti a” in italiano e inglese. Il 30 aprile del 2010 il Consiglio comunale, aveva approvato un ordine del giorno in cui si chiedeva “di prevedere all’interno del bilancio una serie di iniziative di valorizzazione della cultura e della lingua locale, tra cui manifestazioni teatrali e di folclore, segnaletica e toponomastica, convegni di studio, iniziative didattiche”. Impegno mantenuto, oltretutto senza costi.
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01/06/2011
Dialetti da salvare: «Tèra de Bèrghem» per il bilinguismo
Sono, in vendita, al convegno, i grossi volumi de «I promessi sposi» tradotto in bergamasco, ma anche il «Nuovo vocabolario italiano-piemontese». Altri libretti, dati in omaggio, scritti in bergamasco si rivolgono ai bambini delle scuole primarie. Ci sono anche le parole crociate in «lingua» bergamasca. Sono state tenute per la maggior parte in bergamasco, lombardo, piemontese, le otto relazioni, che hanno animato ieri pomeriggio il convegno organizzato dall'associazione «Tèra de Bèrghem» su «La nòsta lèngua, le nòste lèngue», al Centro congressi Papa Giovanni. La domanda generale era: perché non tenerle in vita, come tenerle in vita le lingue popolari? Per tutti una certezza: il bilinguismo rende l'intelletto e il ragionamento più rapido e vivace, inoltre rappresenta una ricchezza culturale per la società nel suo complesso. E quando si parla di bilinguismo s'intendono non solo le lingue nazionali ma anche i dialetti, «lingue» a tutti gli effetti.
Il dibattito sulle lingue minori chiude il ciclo di tre incontri dell'attività 2010-2011 dell'Associazione Tèra de Bèrghem, presidente Gianmaria Brignoli, vice Maria Angela Alborghetti. Costituita nel 2005, l'associazione si impegna a mantenere vive non solo le tradizioni ma anche il dialetto orobico (mille anni di storia ma si rischia di buttarlo via in pochi decenni). «I genitori di oggi – ha detto Marco Tamburelli, pavese, docente di bilinguismo in Galles – sono cresciuti con due mele in tasca ed ora decidono di far crescere i figli con una mela sola». La morte dei dialetti è una perdita culturale. In Galles la lingua locale è usata e difesa anche dalle persone istruite. Del resto – ha detto ancora Tamburelli – è assodato che il bambino bilingue dimostra maggiori capacità di apprendimento, è più sveglio, riflette di più. La conoscenza di due lingue è un rafforzamento per la mente e un vantaggio culturale.
Gianfrancesco Ruggeri ha parlato dei cartelli stradali, che non devono ignorare i nomi antichi dei luoghi. Questa forma di bilinguismo, diffusa in molte nazioni, da noi deve affermarsi maggiormente. Occorre tornare a chiamare le località e le vie come una volta. Altrimenti si falsa la storia: il Monte Guglielmo, nel Bresciano, è stato chiamato così da un geografo non molto professionale che ha tradotto in Guglielmo il nome dialettale «golem» che derivava dal latino «culmen», la cima più alta. Una relatrice, Ilva Gibba ha detto che in Piemonte sono stanziati fondi regionali per docenti che insegnino il dialetto nelle scuole. Pietro Arrigoni ha raccontato il successo che nei Comuni bresciani (da 15 passati a 90) hanno le rassegne dialettali note come «Natale nelle pievi». http://www.teradeberghem.net//
(da Eco di Bergamo,30-5-11)
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17/05/2011
Festa di chiusura del progetto didattico GREEN QUIZ
Il Comune di Bergamo, Assessorato all’Ambiente, Ecologia, Opere del Verde e Assessorato all’Istruzione, Politiche Giovanili, Sport e Tempo Libero in collaborazione con Aprica Spa hanno organizzato per l’anno scolastico 2010/2011 il concorso a premi “La scuola non si rifiuta”, un progetto di educazione ambientale rivolto alle classi 4° e 5° delle scuole primarie e alle classi 1° e 2° delle scuole secondarie di primo grado di Bergamo, finalizzato a diffondere la cultura dell’uso senza sprechi delle risorse naturali, la prevenzione dei rifiuti, la promozione della raccolta differenziata e l’adozione di “buone pratiche” nelle strutture scolastiche.
La premiazione delle scuole vincitrici del concorso si svolgerà Venerdì 20 maggio dalle ore 9 presso il Centro Don Bepo Vavassori - via Don Bepo Vavassori 9 - Bergamo
Alla premiazione interverranno
- Daniele Belotti, assessore al Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia
- Massimo Bandera, Assessore all’Ambiente, Energia, opere del Verde del Comune di Bergamo
- Danilo Minuti, Assessore all’Istruzione, Politiche Giovanili, Sport e Tempo Libero del Comune di Bergamo
- Saverio Zetera, Ufficio Sviluppo e Osservatorio Rifiuti di Aprica SpA
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10/04/2011
Il noir made in Padania che farà discutere
'Gli Angeli di Lucifero' sbarcano a Bergamo
Martedì 12 aprile, alle ore 18.30, Fabrizio Carcano presenterà il suo romanzo, il giallo di taglio esoterico dal titolo gli Angeli di Lucifero, edito da Mursia Editore - romanzo giunto alla sua terza ristampa nel suo primo mese di pubblicazione - presso la libreria Feltrinelli di Bergamo, in via XX Settembre. A presentare l'evento e ad intervistare l'autore sarà il giornalista bergamasco del Corriere della Sera Cesare Zappieri.
Fabrizio Carcano Cronista, milanese, giornalista prima al Giorno, poi alla Prealpina, al TgCom, Affari Italiani e ora in forza alla redazione politica de La Padania, Carcano nella sua opera prima si dimostra abile nel maneggiare le tecniche del romanzo di genere. Giallista e leghista è un binomio inedito nel noir italiano e, c'è da scommettere, farà discutere.
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Tèra de Bèrghem: lingua, storia e cultura bergamasca





