15/02/2012
Ribolla: stop alla “rapina” statale alle casse dei Comuni
Cancellare l’obbligo di trasferimento delle disponibilità liquide del Comune alla tesoreria statale. E’ quanto richiede Alberto Ribolla, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Frizzoni, attraverso una mozione urgente che sarà presentata nel corso del prossimo Consiglio comunale. “Il regime di tesoreria mista – spiega il capogruppo del Carroccio – riconosce a tutti gli enti locali una adeguata autonomia nel gestire le proprie risorse finanziarie, autonomia dalla quale, se gestita in modo oculato, responsabile e professionale, può derivare anche un incremento delle entrate. L’articolo 35 del decreto sulle liberalizzazioni, tuttavia, ha cancellato la precedente legislazione sulle tesorerie comunali, oltre che provinciali e regionali, le quali di fatto entro un paio di mesi cesseranno di esistere: questo significa che le risorse dei territori andranno trasferite, entro aprile, alla tesoreria statale. Una vera e propria ‘rapina’ per gli enti locali, un ulteriore passo indietro che segna il ritorno al centralismo più becero”. “Elasticità di cassa drasticamente ridotte e soprattutto vantaggi finanziari più bassi e non contrattabili sono tra gli effetti più evidenti di questo provvedimento, al quale la Lega Nord si oppone con forza”. spiega Ribolla.
“Con il ritorno al vecchio sistema di tesoreria unica,infatti, gli enti locali non avranno più disponibilità diretta delle proprie risorse depositate presso il sistema bancario e il tesoriere di ciascun ente potrà e dovrà soltanto curare pagamenti e riscossioni, senza però potere gestire la liquidità dell’Ente, secondo le disposizioni e le decisioni di quest’ultimo: ciò è una grave limitazione dell’autonomia dei Comuni, così privati di un importante strumento di gestione finanziaria che è risultata ampiamente vantaggiosa per le casse pubbliche negli ultimi anni. Inoltre, per i municipi che avessero investito le loro risorse, la legge stabilisce che gli eventuali investimenti finanziari sono smobilizzati. E’ chiaro che siamo di fronte all’ennesima dimostrazione che questo Governo sta cercando di distruggere definitivamente gli enti locali”. Ribolla non usa mezzi termini: “Ho presentato questo odg in quanto ritengo che la norma in questione sia dubbia sotto il profilo della costituzionalità, in quanto lesiva del principio di autonomia finanziaria riconosciuto agli enti Locali dalla Costituzione e del principio di sussidiarietà. Mi auguro che tutto il Consiglio comunale appoggi questo odg, affinché il documento possa essere inviato ai parlamentari bergamaschi e al Governo per richiedere l’eliminazione dell’obbligo di versamento alla Tesoreria Unica Statale delle disponibilità attualmente in capo agli enti locali, evitando in questo modo il furto delle tesorerie”.
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09/02/2012
Imu, da imposta federalista a imposta centralista
LEGA NORD - LEGA LOMBARDA
per l’indipendenza della Padania
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— Bergamo 09/02/2012
Ribolla, Lega: “Imu, da imposta federalista a imposta centralista”
Lo Stato depreda il cinquanta per cento del gettito.
La Lega Nord chiede l’intervento dei parlamentari orobici
Fare in modo che la nuova Imu torni ad essere un tributo integralmente finalizzato a finanziare in maniera diretta le amministrazioni comunali, in modo da favorire la loro autonomia finanziaria o che sia quantomeno innalzata la quota di gettito di spettanza comunale. A chiederlo, attraverso un Ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio comunale a Palazzo Frizzoni, è la maggioranza che punta il dito contro la reintroduzione da parte del Governo Monti dell'Imu sulla prima casa e il trasferimento allo Stato del 50 per cento sulle seconde case e sugli altri fabbricati. "Una misura che porterà ad un ulteriore perdita di risorse per tutti i Comuni, Bergamo compreso - dichiara il capogruppo della Lega Nord Alberto Ribolla -. In pratica, i cittadini pagheranno l'Imu al Comune (che per via delle modifiche statali sarà molto più alta della vecchia Ici), ma senza ricevere in cambio maggiori servizi, visto che qualora vi fosse un maggior gettito questo andrebbe nelle casse dello Stato. Inoltre, con il taglio dei trasferimenti, ai Comuni verrà sempre meno riconosciuto il ruolo di motori di sviluppo locale. Le amministrazioni locali, quindi, sono chiamate a mettere la faccia per un'operazione che ai Comuni non porterà alcun vantaggio: come si suol dire, oltre al danno la beffa".
Attraverso l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza viene dunque chiesto che i parlamentari orobici facciano il possibile per fare in modo che l'Imu possa almeno contribuire a rimpinguare le sofferenti casse comunali, per ridurre i tagli ai servizi offerti alla cittadinanza: "Attualmente i Comuni si trovano con le mani legate - prosegue Ribolla -. Gli enti locali che abbasseranno l'aliquota sugli immobili diversi dalla prima abitazione, infatti, potrebbero arrivare a dare allo Stato qualcosa come l'ottanta per cento dell'Imu del proprio territorio. Tutte le agevolazioni e le detrazioni previste dalla precedente normativa sono eliminate e se il Comune volesse applicarle (come ad esempio la riduzione del 50 per cento sui beni locati) queste sarebbero a suo carico: in poche parole, sarebbe Comune a pagare il conto allo Stato. La nuova Imu, dunque, stravolge completamente l'imposta così come pensata dal decreto federalista, caratterizzata da una forte manovrabilità da parte dei sindaci, costretti ora a raccogliere il denaro che servirà a Roma per rimpinguare le casse dell'erario. Risulta palese che siamo di fronte ad una manovra a tutti gli effetti centralista e contro gli enti territoriali, a cui la Lega dice no".
A pagare il prezzo più alto, inoltre, saranno ancora una volta i Comuni come Bergamo e più in generale le amministrazioni del Nord Italia, che proprio in questo momento stanno elaborando con grande difficoltà i bilanci preventivi: "Questo - spiega Ribolla - perché il nuovo taglio, a differenza del passato, sarà chiesto in proporzione alla distribuzione territoriale dell'Imu e non come accaduto fino ad ora in proporzione al fondo sperimentale assegnato, con una conseguente penalizzazione per i Comuni con un'alta autonomia finanziaria e un'elevata capacità fiscale come il nostro. L'imposizione Imu graverà ancora sui contribuenti del nord visto che in Italia ci sono ancora due milioni di immobili non accatastati. Il catasto al Nord l’abbiamo, al sud invece…."
Segreteria Provinciale Lega Nord – Lega Lombarda
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07/02/2012
Casa, Lega Nord: "Mozione per facilitare mutuo o acquisto"
"Sono 84mila i vani invenduti a Milano, 58 mila a Bergamo e 56 mila a Brescia’’. I dati sono stati divulgati dall’ Assessore al Territorio della Regione Lombardia Daniele Belotti, in occasione della presentazione della mozione della Lega Nord sull’emergenza casa che sarà discussa in Consiglio regionale.
La Lega - secondo quanto si legge nella mozione - propone alla Regione Lombardia di "acquisire, attraverso un fondo immobiliare, gli immobili delle imprese di costruzione in difficoltà finanziaria liberando, da un lato, liquidità nel mercato e, dall’altro, alleggerendo i bilanci delle banche. Il fondo immobiliare potrebbe poi concedere tali immobili agli acquirenti ad un prezzo calmierato, senza vincoli asfissianti temporali". Il fondo immobiliare in questione, ha detto il capogruppo Galli, "potrebbe essere gestito da Finlombarda". La Lega chiede inoltre alla Giunta regionale che si attivi "per abbassare gli interessi dei mutui, rinegoziando e allungando i piani di ammortamento, e che elabori nuovi strumenti a favore delle famiglie che hanno necessita’ di accedere a mutui per l’acquisto della prima casa".
Il capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, Stefano Galli ha spiegato: "Abbiamo deciso di presentare una mozione per il sostegno della casa in Lombardia. L’obiettivo è agevolare i cittadini lombardi all’acquisto della casa e sostenere il settore edilizio in forte crisi. Nel 2011 sono state 40 mila le famiglie che hanno subito una procedura di esecuzione di sfratto o pignoramento, e sono almeno 300 mila quelle che si trovano a rischio d’insolvenza e di pignoramenti".
L’assessore Gibelli e il consigliere regionale Ugo Parolo hanno infine sottolineato che la mozione è "uno strumento politico che testimonia l’unità di intenti del gruppo Lega Nord".
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26/01/2012
Liberalizzazioni : bene la mozione della Lega Nord in Regione
"La Regione Lombardia, con l'approvazione della mozione presentata dalla Lega Nord contro le norme emanate dal Governo sulle liberalizzazioni degli orari dei negozi, apre la strada alla lotta contro la deregulation, necessaria per tutelare il piccolo commercio". Ad affermarlo è Alberto Ribolla, capogruppo della Lega Nord in città, che sottolinea l'importanza che potrebbe avere, anche per Bergamo, il ricorso alla Corte Costituzionale da parte della Regione Lombardia contro il decreto del Governo sulle liberalizzazioni, che autorizza orari e aperture per i negozi commerciali.
"A Bergamo - dichiara il capogruppo del Carroccio - la Giunta, fin dal suo insediamento, ha messo in atto una serie di misure per tutelare i negozi di vicinato, il cui ruolo è di fondamentale importanza in quanto svolgono un duplice servizio: da un lato offrono una preziosa funzione di presidio del territorio, garantito dal via vai dei clienti e da un numero maggiore di controlli, dall'altro svolgono un'importante funzione sociale per la comunità, soprattutto per soggetti più deboli come gli anziani".
In virtù di queste ragioni la Giunta di Palazzo Frizzoni ha attivato una serie di misure utili sia a salvaguardare i negozi di vicinato, sia a regolamentare il commercio nei centri storici, ma le liberalizzazioni rischiano non solo di vanificare gli sforzi di salvaguardia attuati da Regioni e amministrazioni comunali, ma di mettere in seria difficoltà il piccolo commercio: "Con la liberalizzazione degli orari – dichiara Ribolla – non si persegue l’obiettivo richiesto dalla Banca Centrale Europea di promuovere parità di condizioni. Al contrario si avvantaggerà esclusivamente la grande distribuzione organizzata composta soprattutto dalle grandi catene francesi e tedesche. Inoltre, le liberalizzazioni non andranno a creare maggiore consumi e maggiore economia". Ecco perchè è importante che la Regione presenti ricorso alla Corte costituzionale. "Nel frattempo a Bergamo - prosegue il capogruppo della Lega Nord - nell'ottica di riqualificazione degli spazi urbani attraverso la diffusione del commercio e in particolare dei negozi di vicinato, è stato aperto un bando da 150 mila euro per chi vuole aprire un'attività in zone da rivitalizzare: un'ottima ricetta elaborata dalla Giunta e in particolare dall’assessore al Commercio Enrica Foppa Pedretti - contro il rischio di desertificazione che interessa anche la nostra città. Inoltre, sempre nell’ottica di salvaguardare la tipicità dei borghi storici e delle sue attività produttive, abbiamo recepito la legge regionale 12 del 2005 per il governo del territorio, che definisce i criteri per la destinazione d'uso degli immobili e che da febbraio introduce la salvaguardia dell'ambiente originale, stiamo apportando le modifiche al Regolamento edilizio per definire le linee guida per la salvaguardia architettonica dei borghi storici dal punto di vista estetico, del decoro e storico e decideremo, sulla base delle modifiche apportate ai vari piani e regolamenti, quali attività commerciali potranno aprire in Città Alta. E’ chiaro che tutto questo lavoro rischia di essere vanificato dalle norme sulle liberalizzazioni decise da Monti. Ecco perché auspichiamo che la Regione si attivi per evitare che tali norme possano essere applicate”.
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25/01/2012
Ribolla: “Università, ad essere fuorilegge è lo Stato”
Approvata all’unanimità dal Consiglio comunale la mozione della Lega Nord per chiedere al governo di garantire un congruo finanziamento all’ateneo bergamasco.
"Autorità e istituzioni devono andare oltre il colore politico per sostenere la battaglia per combattere il sottofinanziamento dell'Università di Bergamo. Sono soddisfatto che a Bergamo tutte le forze politiche presenti in Consiglio abbiano deciso di appoggiare la mia mozione". A dichiararlo è il capogruppo del Carroccio a Palazzo Frizzoni, Alberto Ribolla, all'indomani dell'approvazione unanime, da parte del Consiglio comunale, della mozione di cui è presentatore, attraverso la quale viene chiesto che si intervenga affinchè i parametri attuali di ripartizione del fondo di finanziamento ordinario vengano aggiornati. Una richiesta discussa nei giorni scorsi in IV Commissione Consiliare alla presenza del Rettore Paleari e già portata all’attenzione del Ministro Profumo attraverso un’interrogazione presentata dai parlamentari della Lega Nord Giacomo Stucchi e Paolo Grimoldi.
"Lo Stato è debitore nei confronti dell’ateneo bergamasco di 15 milioni di euro all'anno su un bilancio di 35 milioni di euro - rileva Ribolla, che è anche coordinatore nazionale del Movimento Universitario Padano -. Ad essere "fuorilegge", dunque, non sono gli atenei, ma lo Stato che, se fornisse un finanziamento adeguato alla nostra università, consentirebbe di erogare molti più servizi agli studenti e al territorio bergamasco, come testimoniato dal Rettore Paleari, che ringrazio per la presenza in Commissione e la sempre fattiva collaborazione".
Nonostante l'impegno della Lega Nord per fare in modo che il problema del sottofinanziamento degli atenei potesse essere risolto, poco sembra essere cambiato ad oggi: "Il senatore Mario Pittoni - ricorda Ribolla - nell'ambito della Riforma Gelmini, attraverso l'articolo 11, aveva fatto in modo che gli atenei virtuosi che ricevono meno del dovuto potessero recuperare quasi un terzo del loro sotto-finanziamento. Peccato che questo provvedimento non sia stato ancora applicato e, stando a quanto dichiarato dal ministro Profumo, non lo sarà neppure nel 2012. Con l'odg chiediamo l’immediata applicazione dell'articolo 11, che dovrebbe innescare una vera e propria rivoluzione se si pensa che anche nel 2009 soltanto lo 0,3% delle assegnazioni è stato riservato agli atenei virtuosi ma sotto-finanziati. Chiediamo, inoltre, l’introduzione del costo standard unitario di formazione per studente in corso, già inserito nella Riforma grazie agli sforzi della Lega.
“Fin dall’ inizio della legislatura – prosegue Ribolla - il Carroccio si era impegnato per recuperare risorse sottratte in questi anni a università virtuose ma sotto-finanziate, come sono quasi tutte quelle padane. Io stesso mi ero interessato della questione già nel 2007 quando ero senatore accademico. Oggi, in qualità di coordinatore del Movimento universitario padano, credo che il problema debba essere affrontato con determinazione da tutte le Istituzioni bergamasche, per fare in modo che agli atenei virtuosi come quello bergamasco, possano ricevere i giusti finanziamenti”.
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10/01/2012
Ribolla, Lega Nord: “Riduciamo l’Imu sulla prima casa”
"Il Pd a Roma razzola male e a Bergamo predica ancora peggio". Lo dichiara Alberto Ribolla, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Frizzoni, riferendosi alle affermazioni dell'esponente del Pd Elena Carnevali sulle aliquote introdotte dal Governo Monti. "Elena Carnevali chiede che non venga aumentata l'Imu sulla prima casa, per evitare che a pagare siano sempre i soliti. Richieste legittime, certo, ma da quale pulpito viene la predica - si chiede il capogruppo del Carroccio -? Tra coloro che hanno votato la manovra del Governo Monti, nella quale sono contenute la reintroduzione dell'Imu sulla prima casa e il trasferimento allo Stato del 50 per cento sulle seconde case e gli altri fabbricati, non ci sono anche gli esponenti del Pd? L'ex assessore, inoltre, ha la memoria corta visto che sembra non ricordare che l'amministrazione comunale di cui lei faceva parte nel 2005/2006 ha aumentato l'Ici dal 5,9 al 7 per mille e l'addizionale Irpef dallo 0,4 allo 0,7 per cento, per poi riportarla nell'ultimo anno dell'amministrazione di centrosinistra allo 0,6 per cento".
Pura demagogica, dunque, quella dell'ex assessore Carnevali, che attribuisce all' Assessore al Bilancio Facoetti parole mai pronunciate: "L'assessore Facoetti, contrariamente a quanto dichiarato dall'esponente del Pd, non ha ma detto di voler aumentare le tasse comunali. Anzi, la Lega Nord propone all'amministrazione comunale di ridurre, nel limite del possibile, l'aliquota base sulla prima casa sotto il 4 per mille. Oltre a questo abbiamo proposto di attuare una revisione dei servizi per razionalizzare la spesa, mantenendo quelli di cui usufruiscono i cittadini bergamaschi e chiedendo una compartecipazione su quelli erogati ai residenti nei Comuni dell'hinterland, come trasporto, cultura, istruzione, di cui in alcuni casi il Comune di Bergamo si fa totalmente carico” - spiega Ribolla, il quale ricorda che è stata chiesta anche la chiusura dello Sportello stranieri di Borgo Palazzo, il cui costo annuale è di 370 mila euro.
Ma non solo: "L'ex assessore chiede di eliminare "sprechi, orpelli e iniziative auto promozionali che il comune di Bergamo non può più permettersi" - prosegue Ribolla, che si chiede di cosa Carnevali stia parlando. "Non è certo l'amministrazione attuale quella che paga con uno stipendio dirigenziale, pari a oltre 100 mila euro l'anno, il responsabile della comunicazione del Comune, come invece avveniva durante l'amministrazione guidata dall'ex sindaco Bruni e di cui Carnevali faceva parte".
Infine gli affitti: "Carnevali interviene anche sulle questione delle case affittate. A questo proposito vorremmo ricordare all'ex assessore che fu proprio il governo precedente e in particolare l'ex ministro Roberto Calderoli, a spendersi affinchè venisse introdotta la cedolare secca sugli affitti, una misura che ha ridotto la pressione fiscale sulle locazioni e che è stata ben accolta dagli operatori del settore immobiliare. Calderoli, inoltre, nel suo decreto sul federalismo municipale aveva dimezzato l’aliquota Imu per le locazioni: peccato che tale misura non sia stata riconfermata dal Governo Monti e da tutti coloro, Pd incluso, che hanno votato a favore di questa manovra".
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04/01/2012
nonostante tutto, Bergamo...
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In arrivo a Bergamo fondi della Regione
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01/01/2012
Speciale Manovra : Dicembre 2011.. chi ben comincia..
Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” (GU del 6.12.2011) - NORME DI INTERESSE PER GLI ENTI LOCALI : 2011_specialeManovra_Dicembre co.nord.pdf
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22/12/2011
Cura dimagrante per il Consiglio regionale.
Il Consiglio regionale ha ridotto del 7,18% le spese per il 2012. Il dato emerge dal Bilancio di previsione dell'assemblea, che è stato approvato ieri mattina, con le sole astensioni di IDV e SEL. La spesa del Consiglio dovrebbe passare dai 71.509.740 di euro del 2011 ai 66.373.600 del prossimo anno, con un risparmio di più di 5 milioni di euro. In particolare, l'assemblea calcola di risparmiare il 53,32% delle spese di funzionamento soprattutto grazie al trasloco al Pirellone, un edificio di proprietà della Regione che quindi permette di tagliare completamente le spese di affitto finora sostenute. Durante l'esame in aula sono stati approvati anche due emendamenti dell'IDV. Il primo, accolto con parere favorevole dal presidente Davide Boni, ha ridotto del 10% (circa 20 mila euro) lo stanziamento per le spese di rappresentanza della presidenza del Consiglio. L'altro, invece, ha ridotto da 260 mila a 200 mila euro le spese per la stampa e le fotocopie, e istituito un fondo di riserva in caso di calamità o di iniziative di solidarietà. A illustrare i provvedimenti in aula è stato il capogruppo Idv, Stefano Zamponi, che, dopo l'approvazione del Bilancio di previsione, ha parlato di «significativi passi in avanti», auspicando risparmi anche da parte della Giunta. Il Presidente del Consiglio regionale Davide Boni si è mostrato soddisfatto, sottolineando che si tratta di «un passaggio importante e particolarmente significativo, che va nella direzione di ridurre realmente i costi della politica». Nel 2012, infatti, «il Consiglio regionale costerà ai lombardi solo 6,6 euro pro capite, migliorando nettamente il risultato conseguito quest'anno pari a 7,7 euro pro capite», che comunque, spiega Boni, «ci poneva già al primo posto». Il bilancio di previsione ha raccolto il consenso anche del Pd. (da Eco di Bergamo,21-12-11)
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Tèra de Bèrghem: lingua, storia e cultura bergamasca





