12/01/2012
Lettere padane
Proprio di questi giorni la sensazionale scoperta che lo scalpitante partito della Lega Nord investe molti suoi denari in Tanzania, e a tutt’oggi non riesco a capire cosa importa ad altri degli investimenti altrui, a prescindere che tutto è perfettamente legale. Il problema pare l’abbia sollevato in solito inutile notabile togato rivierasco dal noto braccino corto, alludendo al mancato acquisto di buoni del tesoro italici a favore di primitivi titoli africani, perché sembra che accorrere al capezzale italico sia un obbligo per tutta la nazione. Se i saggi contabili leghisti si sono rivolti anche in Africa nera per far fruttare i propri denari, depennando in toto i ben più vantaggiosi buoni statali italiani, si evince che hanno una massiccia dose di buon senso e acume economico, perché investire negli stravaganti titoli statali italiani è oggi giorno molto rischioso, a meno che non si sia amanti del grazioso e simpatico harakiri. Seguendo ogni giorno le rocambolesche avventure economiche italiane ed europee in genere, trovo la scelta di investire in Tanzania molto lungimirante e al passo con i tempi, anzi, provvederò quanto prima a informarmi sul da farsi. Senza contare che i paladini dello scalcinato euro ultimamente sono solamente la goliardica coppietta franco tedesca, e forse i leghisti hanno deciso di investire in Africa nera anche per quello, o forse solo per quello, e poi è risaputo che è meglio vedere in televisione dei morigerati capi tribù africani, che sonnecchiare assistendo sgomenti alle perenni fusa dei due goffi attori europei. Non trovo altro di serio da replicare a chi si disgusta del modus operandi monetario leghista, ma consiglio benevolmente a tutti questi pittoreschi personaggi che ognuno con i propri denari fa sempre ciò che vuole, e sarebbe anche ora che in casa propria ognuno possa finalmente fare il proprio comodo, senza sempre dover sottostare al volere di buffi ominidi non parlanti le amabili lingue tribali subalpine.
Bertana da Barbariga
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15/09/2011
Nonostante i muri... Bèrghem.

.. e nonostante tutti i tentativi e gli assalti (da chi fa pipi nei giardini pubblici a chi scarabocchia i palazzi, ecc) per spingere la nostra città nel terzo mondo, la volontà in qualcuno resta e Bergamo è sempre più bella e viva..
Recentemente un consigliere di sinistra ebbe a dire : non l'ho mai vista così brutta... Nella storiella il ratto, entrato nella stanza, disse : che schifo di pulizia...
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24/08/2011
All'armi, all'armi ... assunzioni, nomine, raccomandazioni, ecc. ecc.
Fiato alle trombe e tromboni: all’alba del 2011, quasi 2012, i giornali hanno svelato il segreto di Pulcinella, quello che tutti gli italiani da tempo immemore sapevano: nomine o assunzioni avvengono per appartenenza politica, lobbistica, familiare od economica. Bella scoperta. Che ai posti che contano nelle società pubbliche e private, negli enti e nelle istituzioni, nelle banche e negli stabilimenti si arrivi talvolta per strade discutibili e biasimabili, ne erano tutti al corrente. In Italia il merito ha da decenni contato poco o niente, non facciamo gli ingenui. Perché se davvero esistesse andrebbe licenziata metà della popolazione.
Ben lo sanno gli abitanti delle “rosse” Emilia e Toscana dove, dopo il fascio, è arrivato un altro partito senza l’approvazione del quale non si muoveva foglia. E non molto diversamente nelle regioni meridionali… Il metodo, divenuto sistema con l’occupazione democristiana del potere e con la lottizzazione selvaggia adottata nella prima repubblica, veniva utilizzato per la creazione e mantenimento del consenso a buon mercato, anzi, per il pubblico, a spese del contribuente. Oggi i giornali che scatenano polemiche sembrano sostenere : ora basta. Ci abbiamo messo decenni ad occupare tutti i posti possibili nelle scuole, nelle avvocature, nei media, negli uffici comunali e statali, negli enti, nella Rai come nell’Alitalia .. ora non si tocchi più niente… Eppure fino a qualche mese fa, anche i giornali bergamaschi, condizionati dall’informazione dell’amministrazione di sinistra, avevano sorvolato sulle migliaia di episodi praticamente identici. Forse mugugni, ma senza l’impressione di una insurrezione popolare mentre siamo ora alla caccia alle streghe che trasforma qualunque nomina o assunzione in sospetta, indipendentemente che sia giustificata o meno.
Il problema è che la lotta a questo fenomeno si fa in un solo modo: cambiando la testa degli italiani, operazione che rasenta l’utopia. Il fenomeno, esistente comunque da sempre e diffuso in tutto il mondo, non si potrà dunque estirpare ma ridurre a quei minimi termini accettabili per una democrazia, quello sì. Come se ne esce ? Almeno nel pubblico, se tutti i grandi partiti (partendo da quelli che fino ad oggi hanno applicato e divulgato il metodo) volessero, sarebbe teoricamente semplice: SPOIL SYSTEM con nomine, assunzioni e lottizzazioni di parenti, amici e supporters rigidamente regolamentati per legge, come accade in tutte le democrazie occidentali.
Siamo a una curva drammatica quanto epocale della storia di questo Paese che dovrebbe spingere, almeno nel campo del pubblico e della politica, a trovare nuove regole semplici, chiare e precise. (Controcontrocorrente).
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03/06/2011
oops ..e poi dicono che la sinistra è un pò confusa..
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30/03/2011
Un bell'esempio di corretta amministrazione
Stezzano, l'ex sindaco Oberti e l'ex direttore del Comune condannati a risarcire 174 mila euro
Poma (Lega): la verità è venuta a galla.
Nel 2008 è stato il caso politico che ha infiammato Stezzano. Ora la Corte dei Conti si è pronunciata: l'ex sindaco Stefano Oberti e l'allora segretario-direttore generale Giovanni Barberi Frandanisa dovranno risarcire un danno erariale di poco più di 174 mila euro. Il giudice contabile ha infatti ritenuto «abnorme e ingiustificata» la busta paga del dirigente: 247 mila euro lordi all'anno. Per l'incarico ricoperto nel 2007 e nel 2008. La Lega, che all'epoca dei fatti sedeva all'opposizione, con un'interpellanza in Consiglio comunale (ripresa da un'interrogazione parlamentare di Giacomo Stucchi) aveva denunciato lo stipendio d'oro del segretario e direttore generale del Comune, Giovanni Barberi Frandanisa, nominato dall'ex sindaco Stefano Oberti (ora in minoranza, sempre con la civica di centrosinistra Stezzano '99). La notizia del super compenso aveva trovato eco sulla stampa locale e nazionale e in paese si era scatenato un vero e proprio braccio di ferro tra l'amministrazione in carica e il Carroccio. Il caso era quindi arrivato all'orecchio della Corte dei Conti, che, deputata al controllo delle finanze pubbliche, aveva avviato un'indagine. Ieri la sentenza. Con il procuratore generale della Corte dei Conti in Lombardia, Paolo Evangelista che, all'inaugurazione dell'anno giudiziario, ha addirittura citato il «caso Stezzano», come uno dei più rilevanti nel «cahier de doleances del 2010». Precisando che, «a fronte di una indennità aggiuntiva aumentata del 500% rispetto al predecessore, al segretario del Comune non sono state date nuove attribuzioni con la nuova nomina a direttore generale. Se è vero che nell'ordinamento degli enti locali non è stato specificato, neppure a livello di contrattazione collettiva, l'ammontare della predetta indennità aggiuntiva, è altrettanto vero che il potere discrezionale del sindaco deve essere esercitato in coerenza con i principi di efficacia, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa e deve essere sorretto dal superiore principio di ragionevolezza dell'agire pubblico».
Il commento a caldo dell'attuale sindaco Elena Poma (Lega-Pdl): «Non siamo felici per l'ex sindaco e la sua amministrazione. Ma la Corte dei Conti ha dimostrato che avevamo ragione. Era chiaro che l'operazione fosse contestabile, e infatti la Lega si era fortemente opposta». Poma ricorda come si siano «trascorsi giorni di tensione in paese, legati a questa vicenda, proprio perché ci accusavano di dire cose false. Oggi, finalmente, la verità è venuta a galla, e al Comune andranno risarciti 174 mila euro».
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29/03/2011
Bergamo e la street parade
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27/03/2011
Malaunità,
Salve, nei miei vagabondaggi in rete ho trovato questo....
Fate partire il video e poi .... I commenti sicuramente potrebbero essere molto, ma molto articolati... Buona domenica.
Lettera firmata
MEDITATE GENTE... MEDITATE !!!
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12/03/2011
Altre due aziende rinviano la festa del 17 marzo
Sempre più aziende (ovviamente sempre più al nord) stanno decidendo di lavorare il giorno 17, lasciando sopratutto ai nuovi adepti, le pervicaci sinistre passate solo recentemente dalla bandiera rossa a quella tricolore, di festeggiare l'incoronazione del Re d'Italia !!
(la proclamazione del Regno d'Italia - senza Veneto, Lazio, Friuli, Alto Adige - era avvenuta come tutti sanno il 14 di Gennaio) !! e facendo finalmente contento nella tomba l'acerrimo nemico Rattazzi. Mentre magari tanti ferventi cattolici condivideranno il pensiero del Papa PioIX che il giorno 18 Marzo condannò l'avvenimento e poi scomunicò la Casa Regnante !!
Altri invece preferiranno ricordare mestamente quei giorni in cui una parte dei popoli italiani, rappresentati da un Parlamento eletto dal 2%, si trovarono forzati a convivere per pagar sempre più tasse; una Sicilia senza un metro di ferrovia mentre in Lombardia la tratta Milano-Bergamo era a doppio binario (meglio che nel 2011), un Sud col 90% di analfabetismo e un Nord con il 40%... e con tante intelligenze lungimiranti messe a tacere...
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11/03/2011
ALPINI E PUMMAROLA
L'Assemblea ha rinviato in Commissione la proposta di legge, nata per favorire attraverso alcuni incentivi il reclutamento delle Penne nere nelle regioni dell'arco alpino, in Abruzzo e nella provincia di Isernia. Un provvedimento che sta particolarmente a cuore della Lega.
Oggi gli alpini sono composti per quasi il 90% da soldati provenienti dal Meridione (42.000 su 47.000) Per riequilibrare la composizione geografica delle truppe, i parlamentari leghisti propongono agevolazioni e incentivi ai volontari che risiedono negli stessi territori dove prestano servizio.
Ma il Pd si è da subito opposto. Purtroppo la sinistra conferma, al di là delle dichiarazioni di principio, i propri pregiudizi, duri a morire, sul federalismo, sulla valorizzazione delle identità territoriali e anche sul ruolo delle Forze armate nella società. La Lega ha reagito con Davide Caparini, che bolla la contestazione del Pd come «ipocrita e strumentale». Il Pdl, con la Lega, conferma il proprio impegno per l'approvazione rapida della legge.
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27/02/2011
Lettere al Blog
Come tutti benissimo sanno, l’articolo cinque della Costituzione Italiana scolpisce che: “ La Repubblica, una e indivisibile…..”.
Niente di più errato e maldestro fu mai scritto, perché chiunque apre e sfoglia serenamente un libro di storia capisce che quelle epiche parole, scritte a seguito della disastrosa e grottesca sconfitta militare Italica nella seconda guerra mondiale, sono solo vane e inutili promesse. Durante i molti secoli di dominazione Romana si credeva che tutto fosse immutabile per sempre, ma poi arrivarono i selvaggi barbari, cosi sempre erroneamente detti. Tali dotti e pacifici popoli restarono e prosperarono per quasi cinque secoli, e tutto sembrava immutabile, ma poi arrivarono i Germanici. Tali figuri restarono tranquillamente tre secoli, e tutto pareva duraturo, ma poi arrivarono altri e altri e altri ancora. Gli Spagnoli campeggiarono allegramente da noi per oltre duecento anni. Il brigante Napoleone saccheggiò tutto il possibile per anni, e non pago relegò a ridente borgata turistica la Serenissima Repubblica Veneziana, che da secoli regnava ovunque. Gli Austriaci sembravano mai volersene andare, ma alla fine furono cacciati dal popolo inferocito a tegolate. Per non parlare del Regno Borbonico, i vari pittoreschi staterelli autonomi, i Gonzaga a Mantova, gli Sforza a Milano, i Medici a Firenze, sul famigerato stato Pontificio stendo un velo pietoso e altre moltitudini di piccole realtà totalmente autonome. Come non ricordare per ultimo il tragicomico e casereccio regime fascista Italiano, che addirittura contava gli anni su di un proprio bizzarro calendario, tanto era maldestramente convinto di durare per sempre.
E in tutti questi secoli tutti proclamavano gagliardamente che: “Il nostro dominio è uno e indivisibile…”.
Ora, con solamente centocinquanta anni di vita la Repubblica Italiana si sente eterna. Certo, fin che dura.
Chi può dire cosa riserva il futuro alle nostre martoriate terre, nelle stravaganti quartine di quel mattacchione di Nostradamus niente è scritto in merito. Magari tra cento anni San Marino s’infervora, e nazionalizzando tutti i risparmi, lì trafugati da avidi notabili togati nostrani, si arma e conquista l’Europa dominandola per secoli. Oltreoceano magari i Sioux escono dalle loro malconce roulotte, e si riprendono il maltolto cacciando a pedate gli strampalati e goderecci yankee, rigettandoli finalmente a mare. E cosi via per tutto il bizzarro pianeta, niente è per sempre, e sfido chiunque a giurare il contrario.
Adesso per festeggiare questa temporanea unità d’Italia, si sperpereranno inutilmente tanti di quei soldini, che a un paese disastrato economicamente come il nostro, farebbero molto comodo per altre primarie necessità di sussistenza vitale di massa. Per non contare che dovremmo subire mestamente per mesi i più esilaranti e commoventi discorsi unionisti, e vedere immani banchetti sontuosi con invitati titolati in livrea che gozzoviglieranno senza ritegno, e alzando i calici si abbevereranno brindando alla memoria ed eroismo dei nostri progenitori, gonfiandosi e battendosi orgogliosamente il petto come se fosse merito loro.
Nessuno metterà mai in dubbio la tenacia e il valore dei nostri antenati, ma penso che sia umanamente meglio ricordarli non per le feroci guerre di sterminio e conquista, ma solamente perché hanno resistito e continuato imperterriti sul loro difficile cammino per noi. Oggi siamo in Italia, domani o tra cent’anni chi può saperlo chi governerà sulle nostre terre.
Bertana da Barbariga
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Tèra de Bèrghem: lingua, storia e cultura bergamasca





