21/02/2012
Recupero del territorio, presto una legge in Regione
Approvato dalla V Commissione il Progetto di Legge n.133, afferente le norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico – edilizia. Nel merito è intervenuto il Consigliere regionale della Lega Nord, Roberto Pedretti.“Oggi – spiega Pedretti – c’è stato il primo e importante passo per l’approvazione di una legge che darà la possibilità a cittadini e Comuni di incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente nella nostra Regione. I punti salienti di questo Progetto di Legge sono il recupero di aree dismesse, il contenimento del consumo di suolo e la promozione di energia da fonti rinnovabili. Inoltre si prevede la modifica della Legge per il recupero dei sottotetti esistenti e si incentiveranno le ricostruzioni e le sostituzioni edilizie. Saranno infine previsti incentivi relativi all’edilizia sociale. Si tratta di un step importante che vede Regione Lombardia impegnata, in un momento di crisi economica, anche nel campo edilizio, per la creazione di nuove norme che incentivino lo sviluppo ma che, nel contempo, tengano anche presente il rispetto, la tutela e la valorizzazione del nostro territorio. A breve – conclude Pedretti – il Progetto di Legge in questione verrà portato al vaglio del Consiglio Regionale per la sua definitiva approvazione.” (Bergamonews,21.2.12)
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20/02/2012
Occupazioni abusive e sgomberi - Stop al degrado
Matematicamente parlando, va annotato così: +764 per cento. Si passa da 17 a 147. Un botto. A tanto ammonta l’incremento in un anno di operazioni della polizia locale di Bergamo alla voce «sicurezza urbana», che conta sgomberi di stabili occupati, controlli e interventi anti-accattonaggio. Il segnale, inequivocabilmente politico, spicca come un lampeggiante dentro il rapporto dell’attività annuale diffuso ieri. L’indirizzo lo conferma Cristian Invernizzi, Assessore alla Sicurezza e segretario provinciale della Lega: «L’assessorato non si occupa di servizi sociali ma di contrastare il degrado. Facciamo controlli anche su segnalazione dei cittadini, gli stabili abbandonati non dovrebbero essere ricettacolo di sbandati, l’accattonaggio è un fenomeno che deve essere limitato». In carica da metà 2009, «abbiamo intensificato i servizi». La parte del leone la fa il mese di dicembre, perché lì è entrato in vigore il nuovo regolamento di polizia: «Prima gli accattoni, presenti soprattutto in centro, venivano solo allontanati. Ora scattano le multe (da 50 a 500 euro, ndr). Venti interventi sono stati fatti dall’8 dicembre». Per gli stabili fatiscenti il pressing è stato soprattutto sull’ex M3 e la ex mensa Magrini, gli sgomberi di carovane in via Rovelli. Poi c’è il dato sulla prostituzione: nel 2011 sono stati controllati 280 veicoli e 103 persone, con 34 multe che arrivano a 500 euro. Fra i numeri, altri spiccano: l’aumento delle sanzioni legate al codice della strada e l’aumento delle ore di servizio sul campo, parallelo a una diminuzione degli incidenti rilevati. Secondo il comandante Cianciotta «stanno emergendo i frutti della riorganizzazione del Corpo. Non è stato facile, ma la specializzazione dei nuclei ha reso più incisiva l’attività». In fatto di sicurezza stradale, le ore di servizio sono passate da 20 mila a 23.620, le sanzioni da 77 mila a 81.394. La larghissima parte(circa 75 mila, contro le 71 mila del 2010) sono multe per divieto di sosta. «Non si dica che non controlliamo», chiosa l’assessore riferendosi a recenti polemiche sul parcheggio selvaggio. Calano gli incidenti rilevati: 1.864 contro i 1.983 del 2010. «Segno della nostra maggiore presenza in strada».
I controlli delle attività commerciali sono stati 3.570 seguiti da 361 sanzioni
Gli agenti al lavoro sui bus hanno effettuato servizi per 528 ore, con 44 interventi
La Polizia locale conta su 174 agenti. Il costo dell’attività è 31,92 euro all’ora. (il Corriere,19.2.12)
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19/02/2012
Anche mafia e camorra premono per proporre i loro candidati..
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17/02/2012
La Lega marcia verso i congressi. Primarie il 26
La base della Lega li aveva chiesti, ora la stagione dei congressi in casa lumbard si avvia davvero. La prima chiamata per i militanti sarà alle Primarie del 26 febbraio. Il direttivo provinciale, riunito lunedì sera in via Berlese, ha infatti fissato le tappe del percorso democratico verso le assise nazionali (in padano equivale al regionale), che, secondo il calendario fissato alla manifestazione di Milano del 22 gennaio, dovranno tenersi entro giugno. In Bergamasca due le date clou: domenica 26 febbraio e domenica 11 marzo.
Domenica 26 febbraio (dalle 8 alle 13) si voterà per le Primarie. Nelle otto Circoscrizioni territoriali in cui è organizzato il movimento i 1.575 militanti orobici saranno chiamati a eleggere i delegati al congresso provinciale, che saranno circa 400 tra elettivi e di diritto. La preferenza non si basa su liste e candidati: può essere data a qualsiasi militante che abbia oltre un anno di «anzianità».
In un meccanismo a scatola cinese, i 400 delegati che usciranno dalle Primarie potranno partecipare al congresso provinciale - fissato l'11 marzo - dove voteranno solo i delegati al congresso nazionale. Né il segretario Invernizzi né il direttivo sono infatti in scadenza. «I delegati provinciali al nazionale – spiega il segretario provinciale della Lega Cristian Invernizzi – dovrebbero essere circa una settantina. I calcoli li stanno facendo a Milano, si basano sugli ultimi voti e percentuali ricevute». La data esatta del nazionale, invece, ancora non c'è. Anche se il Consiglio federale riunitosi dopo piazza Duomo aveva stabilito che dovesse essere fatto entro giugno.
Bergamo si è messa in moto e potrebbe portare il nome del suo parlamentare Giacomo Stucchi per sostituire alla segreteria nazionale Giancarlo Giorgetti, in carica dal 2002.
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16/02/2012
Olimpiadi a Roma
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15/02/2012
Cordoglio della Lega per la scomparsa di Bosis
L’assessore regionale Daniele Belotti e i consiglieri Roberto Pedretti e Giosuè Frosio esprimono il loro cordoglio per la scomparsa di Diego Bosis.
“Il suo ricordo di uomo sportivo – dichiarano i rappresentanti della Lega Nord – che ha dato lustro alla città di Bergamo resterà impresso nella memoria di tutti noi bergamaschi unito alle immagini dei suoi prestigiosi traguardi sportivi.”
Originario di Valtesse, Boisis è tragicamente scomparso per un attacco cardiaco mentre viaggiava in treno. Tecnico Federale, Bosis stava dedicando questa parte della sua vita ad insegnare i segreti di questo sport ai giovani. Bosis aveva iniziato la carriera giovanissimo, conquistando il titolo di Campione Italiano Trial Cadetti nel 1982 e nel 1983; Campione Italiano Trial Junior 125 nel 1984, Campione Italiano Trial Senior nel 1986 e 1987 e quattro volte dal 1989 al 1992. Poi una carriera costellata di successi fra cui la vittoria nel prestigioso Trial delle Nazioni a Tampere in Finlandia.
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08/02/2012
ANTONINI : Federalismo, c'è chi vuole impedirlo
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05/02/2012
Bossi a Bergamo: La Lega non può essere come gli altri...
L’incontro Bossi – Maroni – Calderoli svoltosi al centro congressi Giovanni XXIII di Bergamo dà ancora più consapevolezza ai leghisti, pronti a continuare la sfida tra i banchi dell’opposizione al governo e presentarsi da soli alle prossime Amministrative. “La Lega corre da sola” – è di fronte a questi proclami dei vertici del Carroccio che i militanti bergamaschi si lanciano in boati e applausi. Di Berlusconi non ne vogliono più sapere, conta solo la Lega Nord, la cui stabilità sembrava minacciata nelle scorse settimane. Un momento di empasse superato con le parole di Umberto Bossi e Roberto Maroni, intervenuti di fronte a una sala stracolma. Con loro anche Roberto Calderoli e il presidente della Provincia Ettore Pirovano. Tra i posti a sedere non manca nessuno: parlamentari, assessori e consiglieri regionali, sindaci, consiglieri comunali, provinciali.
Roberto Calderoli prende per primo il microfono e lancia frecciate al sindaco di Roma Gianni Alemanno.“Il sindaco di Ponteranica, l’altro giorno, è stato sette ore sullo spazzaneve, vorrei portarlo a Roma per far vedere come si fa ad Alemanno. Se qualcuno pensa di fare la Capitale e poi non sono nemmeno capaci di spalare la neve noi non ci stiamo”. Poi su Alfano: “Il Pdl poteva tirare avanti perché prima aveva un candidato brianzolo, Berlusconi, ma cosa succederà quando ci presenteranno un candidato siciliano a casa nostra. Noi, a Milano, siamo andati in piazza Castello ma se toccano la legge elettorale per cancellare la Lega, ricordo ai nostri alleati, che c’è anche piazzale Loreto”. Umberto Bossi, che, dopo aver ricevuto una lunga ovazione, ha lasciato all’ex ministro dell’Interno l’onore di chiudere la serata, parla di ritrovata unione. “Sono contento perché sapevo che la gente voleva che i dirigenti della Lega non litigassero tra di loro – spiega il senatur – Noi non possiamo essere come gli altri, noi siamo diversi. Noi dobbiamo raggiungere un solo obbiettivo: liberare il nostro popolo, la nostra terra”. Bobo Maroni, applauditissimo, dopo aver ricordato i successi ottenuti con la passata coalizione, rilancia la corsa alle prossime elezioni comunali. “Abbiamo risolto tutte le questioni amplificate dai giornali. Ora passiamo all’attacco. La Lega è destinata a diventare il primo partito della Padania”. L’ex
ministro sferra attacchi su atta
cchi al governo Monti. “Altro che rigore, equità e crescita. Noi abbiamo visto solo tasse, tasse, tasse. La ricetta è il federalismo fiscale, la riduzione degli apparati. Che cosa ha fatto Monti ? Zero al quoto. Solo l’imposizione di tasse centraliste e crescita zero. Le liberalizzazioni dove sono? Quelle che vanno a colpire gli interessi delle banche e delle assicurazioni nessuno le ha viste”.
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04/02/2012
Malanchini : a "Spirà" anche i totem in dialetto
Per salvaguardare le tradizioni, ol sindech de Spirà stupisce ancora. Il primo cittadino Giovanni Malanchini ha introdotto nuovi cartelli in Comune. I classici totem con le indicazioni dei vari uffici oltre alla scritta in italiano riportano anche la dicitura in dialetto. E così il sindaco diventa “Ol sindech” e la Polizia locale diventa la “polissia”. Il Comune ha da tempo adottato la segreteria telefonica in dialetto, con una canzone di Luciano Ravasio in sottofondo. Ma non solo, anche sulla carta intestata dell’amministrazione compaiono le scritte in bergamasco. E non è mistero che il colore preferito da Malanchini sia il verde. Sotto l’apparenza goliardica c’è però un sindaco molto amato dai suoi cittadini. Risponde personalmente a tutte le domande poste sia sui social network che faccia a faccia in Comune. E spesso interviene in prima persona per risolvere i piccoli guai segnalati dagli abitanti di Spirano.
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01/02/2012
LUCIANO ANDREUCCI : Il federalismo è necessario all'unità della nazione
Quando si accenna alla Padania e alla Secessione molti politici e commentatori mediatici irridono e parlano di astrazione per la prima e di eversione per la seconda. È opportuno fare alcune considerazioni legittimamente espresse in base all'articolo 21 della Costituzione che garantisce a ognuno di formulare la strutturazione dello Stato per lui ideale.
All'epoca del Risorgimento la stragrande maggioranza delle popolazioni, analfabete in gran misura, degli Stati della Penisola a stento aveva nozione dell'Italia come area geografica, ma non concepivano minimamente un progetto politico finalizzato all'Unità, solo una ristretta cerchia di intellettuali e uomini colti vagheggiava uno Stato unico. Tenuto conto che si ha una Federazione laddove lo Stato centrale è l'unico depositario della sovranità e delega agli stati membri, privi di sovranità, alcune funzioni mentre in una Confederazione ciascun Stato membro conserva la propria sovranità, affidando alcune funzioni allo Stato centrale, l'Italia propugnata era in sostanza una Unione Confederata degli stati esistenti, a guida sabauda per il Balbo, pontificia per il Gioberti e per il Cattaneo una unione paritaria, gli Stati Uniti d'Italia.
Attualmente, a differenza di allora, la stragrande maggioranza della popolazione è istruita e per la elevatissima informazione mediatica è cosciente del progetto politico riguardante l'area geografica della Padania indipendentemente dalla condivisione o meno dello stesso.
La Padania è tutt'altro che una astrazione. Una sia pur fugace riflessione sul fatto che, ad esempio, la Lombardia produce oltre il 20% del Pil nazionale e che il Meridione sopravvive con sovvenzioni che si attuano anche con trasferimenti dal nord al sud e che, a tutt'oggi, non gli hanno permesso di raggiungere un'autonomia economica, essendovi una permanente situazione dunque di sterile assistenzialismo. Si può comprendere come tentazioni separatiste possano guadagnare consensi e come una scintilla può incendiare una prateria.
Quanto al connotato eversivo, è ingeneroso sostenerlo in quanto la via prospettata è democratica progettandosi o l'accordo, come avvenuto in Cecoslovacchia, o a mezzo di referendum come è stato tentato nel Quebec canadese. Quando la Slovenia e la Croazia si sono volute staccare dalla Jugoslavia, questa opzione è stata ritenuta un loro sacrosanto diritto, nel mentre se si prospetta una diversa strutturazione dello Stato italiano, che nessuna Costituzione per quanto rigida e formale può impedire che sia vagheggiata, ciò viene inteso come un atto eversivo e di aggressione.
Il presidente Napolitano ripercorre nel suo ultimo libro i momenti salienti dell'Unità d'Italia con una più o meno agiografica ricostruzione degli eventi, d'altra parte giustificata dal ruolo istituzionale che ricopre. Ci dovrebbe però spiegare in base a quali principi di diritto internazionale e dello jus gentium lo Stato sabaudo si arrogò il diritto di fagocitare, con una guerra di conquista, tutti gli altri Stati italiani legittimamente esistenti da secoli. La dura repressione del brigantaggio, che egli annovera come uno dei successi immediati dell'unificazione, mascherò in effetti anche la repressione contro coloro che si battevano in difesa del loro Stato e che, volenti o nolenti, dobbiamo riconoscere che furono a loro modo dei patrioti. C'è da chiedersi come a 150 dall'Unità, sparito il brigantaggio, la Sicilia, la Calabria, la Puglia e la Campania presentino un tessuto economico e sociale e quindi politico, fortemente condizionato dalle mafie locali che allungano i tentacoli ormai anche nelle altre regioni. In base alle sopraesposte ragioni è evidente che possono sorgere tentazioni separatiste quando una Lombardia da sola potrebbe essere uno degli Stati più ricchi d'Europa.
È necessario pertanto pervenire ad un federalismo corposo e sostanziale quanto prima se si vuole mantenere l'unità della Nazione, perché in caso contrario non ci troveremmo più sul tappeto solo una questione meridionale o una questione settentrionale, ma una questione italiana.
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Tèra de Bèrghem: lingua, storia e cultura bergamasca






