04/01/2012

nonostante tutto, Bergamo...

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05/11/2009

«È un Piano realistico non un libro dei sogni». Via libera della Giunta al Pop: rientra la bretella Fiera-Celadina. Tagli nel 2010 ma sui tre anni ci sono 4 milioni di opere in più

«Questo è un Piano più realistico, non abbiamo voluto scrivere un libro dei sogni: è un Pop vero, quello che abbiamo scritto lo vogliamo realizzare»: parola di Alessio Saltarelli, arrivato alla quadra del Piano delle opere pubbliche 2010-2012, varato ieri dalla Giunta. Una versione decisamente meno small rispetto a quella entrata in Giunta, visto che il totale del programma triennale è passato dagli iniziali 166 milioni 350 mila euro agli attuali 195 e 750 mila. Come dire che, strada facendo, c'è stato il classico assalto alla diligenza del Pop.
E così sono rientrate (o entrate) opere come il collegamento tra l'asse interurbano, via Rovelli e Borgo Palazzo (per ora c'è 1 milione destinato evidentemente alla progettazione e frutto dei fondi della Camera di Commercio ex tangenziale est), il parcheggio a servizio della moschea di via Cenisio, i 2 milioni per la sistemazione delle piscine Italcementi (per il quale ne sono inseriti altri 5 da reperire tramite un project financing, il coinvolgimento cioè di privati anche per la gestione), la sistemazione degli spazi interrati della De Amicis alla Celadina, l'ampliamento della scuola dell'infanzia del quartiere e del nido di Loreto, un nuovo centro anziani nel centro. In generale risultano maggiormente incrementati gli interventi previsti nel 2012, ma a sorpresa ora il totale triennale 2010-2012 è superiore a quello del Pop 2009-2011 varato dal centrosinistra, per la precisione quasi 4 milioni in più, anche se frutto di possibili contributi privati.
Nel dettaglio, nel 2010 sono previsti 56 milioni 590 mila euro di opere, di cui 37 e 740 mila a carico del bilancio comunale, il resto frutto di contributi di privati o enti. Nell'ipotesi precedente il computo era di 75 milioni (di cui 40 comunali), e qui il taglio c'è stato, eccome.
Nel 2011 il totale generale sale a 77 milioni 930 mila euro, di cui 52 e mezzo del Comune 25 e mezzo da privati o enti: il Pop del centrosinistra ne prevedeva 52 milioni e 30 mila euro in totale, di cui solo 500 mila da privati ed enti. E qui l'inversione di tendenza è netta, anche se frutto soprattutto degli attesi contributi extracomunali. Infine il 2012 si scende a 61 milioni e 230 mila, di cui 55 e 730 mila a carico delle casse di Palafrizzoni.
Fatti questi due calcoli risulta abbastanza curioso l'atteggiamento più «realista del re» di Saltarelli e del suo collega al Bilancio Enrico Facoetti che hanno improntato buona parte del proprio intervento al ribasso, rilevando soprattutto come i Pop passati avessero cifre più consistenti «ma la media delle realizzazioni concrete si fosse poi nei fatti assestata sui 35 milioni l'anno». Il che, numeri alla mano è indiscutibile. «Questo Piano è reale e compatibile con le esigenze e i vincoli di bilancio: presentare Pop da 83 milioni l'anno vuol dire prendere in giro i cittadini» rileva Facoetti con un chiaro riferimento ai predecessori di centrosinistra. Ma alla fine curiosamente sia lui che Saltarelli sorvolano su un computo finale superiore sia alla prima versione entrata in Giunta che (soprattutto) a quella ereditato dai predecessori. Probabilmente un eccesso di prudenza che ha portato a concentrarsi soprattutto sul 2010, il traguardo più a portata di mano, consci che più si spostano le lancette in avanti e meno le opere sono certe. Anche in un orizzonte limitato come quello triennale.
Nell'attesa di vedere passare i progetti dalla carta al cemento, Saltarelli si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Insieme ai colleghi di Giunta quando mettono nero su bianco su un comunicato stampa la replica ai sindaci della Valle Seriana quell'attimo neri per lo spostamento della sistemazione del rondò delle Valli dal 2011 al 2012: «È frutto dell'accordo di programma sul Gleno». Poi in corsa solitaria quando circostanzia meglio alcuni concetti dello stesso comunicato: «Su quell'accordo di programma tutte le spese se le accolla il Comune: andiamo avanti, ma chi l'ha firmato (l'amministrazione Bruni - ndr) non ha fatto l'interesse dei cittadini». Fermo restando che, fosse per lui, quell'adeguamento – che altro non è che un sovrappasso dalla Valle Seriana – non s'avrebbe da fare: «Mi domando se sia utile realizzarlo, dal punto di vista funzionale ed estetico».
Fermo restando che a) una soluzione alternativa non c'è e b) «non è logico che queste opere siano solo a carico nostro, sono d'interesse sovracomunale: sediamoci tutti intorno ad un tavolo con il coordinamento della Provincia ed ognuno ci metta del suo». Una posizione non nuova, visto che la necessità di una compartecipazione era già stata sollevata dall'allora sindaco Cesare Veneziani e più recentemente da Roberto Bruni al momento di cassare la Tangenziale est: «Ma quel taglio è costato milioni al Comune» replica tranchant Facoetti. E comunque sul Gleno «discuteremo e magari litigheremo sulla fase attuativa e sulle modalità operative», assicura Saltarelli. Ma in Giunta non sembrano in molti a pensarla come lui.
A proposito di tagli, Saltarelli conferma quello al Carmine e boccia sostanzialmente il progetto: «Ma cosa vogliamo farci lì dentro: c'era del residenziale con dei ristoranti, voglio vedere come si potrebbe farli convivere». E allora si aspettano buone nuove dal Demanio su Sant'Agata per «considerare le due strutture insieme». Cosa che in realtà il vecchio progetto faceva già. Nell'attesa una buona notizia, dai risparmi su un appalto sono saltati fuori 290 mila euro che verranno impiegati per sistemare alcune abitazioni di via Rosa 18/e a Boccaleone («Hanno ancora le coperture in eternit»). Martedì, infine vertice a Palafrizzoni sul nuovo stadio: ci sarà Gino Zavanella, progettista dei nuovi impianti di Juventus e Roma e ora in campo con l'Atalanta.

L'Eco di Bergamo - 5/11/2009 

04/11/2009

La WEB BèRGHEM TV della Lega Nord - Sez. Bergamo

Clicca su http://web-tvleganordbg.myblog.it/

01/11/2009

Gazebo su "IL PUNTO DELLA SITUAZIONE" con gli assessori comunali della Lega Nord

Il 31 ottobre la Lega Nord incontra i cittadini sul Sentierone per fare il punto della situazione.

 

19/04/2009

Tentorio e Pirovano in tandem

Bergamo - “Finalmente una squadra”: lo slogan comparso in questi giorni su molti manifesti del centrodestra, ideato da Ettore Pirovano, è stato il tema di fondo di quello che può essere considerato l’avvio ufficiale di campagna elettorale, ovvero l’inaugurazione del Tentorio Point di via Borfuro. Tentorio:"Vedo uno striscione con sopra scritto Vittoria".

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Continua...

15/04/2009

Tentorio e Pirovano

(L'Eco di Bergamp/15 aprile 2009)
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La volontà di fare squadra l’avevano ribadita più volte a parole. Ma ieri, quella squadra, s’è vista: dichiarazioni di apprezzamento da una parte e dall’altra, condivisione d’intenti (sia pur su temi ancora molto «macro»), persino una conferenza stampa congiunta. Ettore Pirovano e Franco Tentorio salgono sul tandem e guardano alla campagna elettorale. Entrambi in corsa con il centrodestra, il primo (leghista) per la presidenza della Provincia, il secondo (Pdl in quota An) candidato sindaco di Bergamo, mettono una pietra sopra alla «fronda» che ha visto esponenti locali del Pdl (in quota a Forza Italia) cimentarsi nel tentativo di frenare sulla candidatura verdepadano in Via Tasso. «Argomento chiuso. Non si torna indietro. Pirovano è un ottimo candidato», taglia corto Tentorio. E il diretto interessato: «La vicenda è archiviata». Però si capisce che la presa di posizione di alcuni berluscones, culminata con una lettera a «Il Giornale» (di famiglia), ha lasciato l’amaro in bocca: «secondo me – dice l’ex sindaco di Caravaggio e deputato lumbard – non è vero che in politica tutto è lecito. Ma vedo che c’è chi la pensa diversamente e mi spiace. Certi atteggiamenti poi hanno avuto seguiti negativi. Io credo nei rapporti improntati su correttezza ed educazione: quello che si è visto, invece...». In realtà a Pirovano non va di restare troppo sull’argomento: «La faccenda, come ho già detto, per me è chiusa». Ad aprirsi invece è un nuovo capitolo, quello della collaborazione con Tentorio. «Perché i bergamaschi – scantona l’esponente del Carroccio – possano dire: finalmente». I due candidati si sono visti in via informale. Location del primo incontro «organizzativo» (all’ordine del giorno manifestazioni con presenza condivisa e temi della campagna elettorale), lo studio di Tentorio in via Vigliani. E subito in agenda è entrato un appuntamento: sabato alle 17,30 s’inaugura il «Tentorio-point» in via Borfuro – in pratica la sede operativa del candidato sindaco – cui prenderà parte il ministro Mariastella Gelmini. In quell’occasione, anche la presentazione dei due candidati alla stampa. Loro stessi, infatti, hanno deciso di tenere una conferenza comune subito dopo l’inaugurazione. «E siamo i primi, perché il centrosinistra ancora non ci è riuscito...», chiosa Tentorio. Però, ricordiamo, il suo avversario Roberto Bruni si è già presentato da un po’. «Io parlavo della Provincia», ribatte lui, in pieno spirito di coalizione. E i temi della campagna elettorale su cui collaborare? «Sicuramente la sede della Provincia a Porta Sud», chiosa l’uomo del Pdl. Cioè, «abbassare » la sede? «Sicuramente quello è un punto». Poi, continua, «le iniziative per il parco dello sport e la possibilità di sinergie nell’impiego di personale in particolare nell’ambito della sicurezza». «Vogliamo miscelare i programmi, dimostrare ai cittadini che finalmente si può collaborare. Nel bene del territorio», aggiunge il candidato alla presidenza della Provincia. Intanto, ieri, è nata «la squadra»: «Abbiamo preferito vederci, anche per conoscerci personalmente, prima del tour de force elettorale», spiega Pirovano. E le impressioni sembrano essere positive su entrambi i fronti. Da una parte Tentorio a lanciare il «collega » in barba al centrosinistra di Francesco Cornolti che ancora attende ratifiche nel Pd per partire alla corsa verso Via Tasso. Dall’altra Pirovano, che parla di «avvio con il piede giusto». «E poi – aggiunge il lumbard dopo la chiacchierata con il candidato sindaco – metà del suo asse familiare arriva da Caravaggio». Piede più giusto di così...

09/04/2009

Tentorio: al lavoro insieme a Pirovano

(L'Eco di Bergamo/9 aprile 2009)

«Io in queste polemiche trasversali non ci voglio entrare, tanto che sono già in contatto con Ettore Pirovano per lavorare insieme ». Franco Tentorio, candidato unitario del centrodestra a Palafrizzoni, rompe gli indugi ed esce dalle secche delle polemiche interne al Pdl, o meglio di quella fronda interna all’ormai ex Forza Italia contraria alla candidatura di Pirovano alla Provincia, sempre all’insegna dell’unitarietà. «Ci siamo già sentiti telefonicamente: mi sono accreditato facendo presente che metà della mia famiglia è di Caravaggio, paese dove Pirovano è stato sindaco per due mandati: lui ha replicato spiegandomi che conosce benissimo Alassio, città natale di mia moglie. Direi che si può lavorare bene insieme...» scherza Tentorio. «Noi siamo già partiti a spron battuto dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi che ci indicavano come candidati unitari del centrodestra in Comune e Provincia, il resto sono solo chiacchiere» taglia corto lo sfidante di Bruni. Al punto da «essere passati da contatti telefonici ad incontri sempre più allargati, senza incertezza alcuna né attendere più nessuno». Per farla breve: «È assolutamente inopportuno innescare delle polemiche sulle candidature quando le decisioni sono già definitive: lavoriamo piuttosto per vincere insieme. Io sono stato indicato dai vertici nazionali, lui pure, non dobbiamo più chiedere niente a nessuno ma metterci al lavoro ». Il prossimo appuntamento dovrebbe essere martedì nel tardo pomeriggio nella sede provinciale leghista, con i vertici dei due schieramenti: «E speriamo che per quella data ci sia anche l’indicazione ufficiale del coordinatore provinciale del Pdl, così da poter partire». L’invito a lavorare insieme era già stato ribadito dallo stesso Pirovano in un’intervista a «L’Eco di Bergamo» di sabato scorso, quando aveva sottolineato come per la prima volta i due candidati del centrodestra in Comune e Provincia avrebbero potuto lavorare insieme fin dalla campagna elettorale». Nell’attesa, Tentorio continua a lavorare alla definizione della sua lista ad personam: si chiamerà semplicemente «Tentorio sindaco» e vede già 35 caselle su 40 piene. Il problema (se è un problema) è che per le 5 restanti ci sono in lizza almeno il triplo dei candidati, il che fa pensare che per chiudere la lista serviranno ancora un paio di settimane. Ieri comunque il candidato del centrodestra ha fatto una prima riunione con quelli che saranno certamente in lista, e c’è qualche novità. Il nome sicuramente più clamoroso è quello di Vittorio Ambrosini, assessore (allo spettacolo) Dc dal 1980 al 1990 con la Giunta Zaccarelli, lontano dalla politica attiva dal 1999, quando si concluse la sua esperienza come consigliere comunale nella sua lista «Insieme per Bergamo». Altri probabili candidati in lista potrebbero essere Paolo D’Andrea, già giudice a Bergamo e Brescia, Franco Campana, architetto e già insegnante al Sant’Alessandro, l’ingegnere Francesco Finazzi, la commercialista Anna Pagnini e Francesco Magni, geometra e perito del Tribunale di Bergamo. Nomi che vanno ad aggiungersi a quelli già noti: l’imprenditrice Enrica Foppa Pedretti, i commercialisti Augusto Tucci e Maurizio Vicentini, Nicola Purita, primario di Anestesia ad Alzano Lombardo, l’avvocato Paola Bianchi Cassina, Paolo Cattaneo, presidente della onlus Melarancia, Claudia Sartirani (responsabile organizzazione Teamitalia e presidente del Festival internazionale del cinema d’arte), l’ingegner Davide De Rosa, Gerardo Gibellini (figlio di Andrea, presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero), l’avvocato Domenico Lanfranco, Lorenzo Carminati (presidente dell’associazione Bergamo Ovest) e Marco Fassi, amministratore delegato della Az Veicoli.

07/04/2009

Conoscete "Tèra de Bèrghem"?

ldoyoulove.jpgL'associazione Téra de Bèrghem nasce il 15 Giugno 2005, una calda sera d'estate, quando un gruppo di amici sul sagrato della chiesa di San Vigilio ammirando lo stupendo paesaggio che si mostra ai loro occhi decidono di fondare un'associazione che si dedicasse a studiare e tutelare la cultura, la storia, le tradizioni e il territorio bergamasco.

Quanto ami Bergamo? Clicca sull'immagine per saperlo.

05/04/2009

Il profilo di ETTORE PIROVANO

EcoBg040409[2].jpgClasse 1949, geometra come Valerio Bettoni, Ettore Pirovano vive a Misano Gera d’Adda. Consulente di gestione per società di costruzioni, nel 1993 entra in Consiglio comunale con la Lega a Caravaggio,all’opposizione. Nel 1996 diventa deputato e l’anno dopo sindaco di Caravaggio, carica che mantiene fino al 2006: attualmente è vicesindaco. Nel 2001 passa al Senato dove viene riconfermato anche nel 2006: dal 2004 al 2006 e capogruppo leghista, mentre nel 2008 torna alla Camera. Chitarrista jazz blues, componente in gioventù del gruppo «Le corde felici», è sposato dal 1975 con Mariuccia Brambilla e ha una figlia, Daisy,in corsa alle amministrative per la carica di sindaco a Misano Gera d’Adda. Chiaramente per la Lega.

 

(da L'Eco di Bergamo/4 marzo 2009)

ETTORE PIROVANO. «In Provincia voglio portare facce nuove». L’onorevole leghista in corsa per il centrodestra unito: via Tasso deve essere più vicina ai Comuni. Le priorità: lavoro, sociale, infrastrutture. «Sono stato secessionista, ma ho un trisavolo ga

(L'Eco di Bergamo/4 aprile 2009)

Voltiamo pagina e «mettiamo davanti la Provincia al presidente». Ettore Pirovano è il candidato unitario del centrodestra per la corsa a Via Tasso: il parlamentare leghista mette sul tavolo le priorità – lavoro, sociale, infrastrutture –, apre alla collaborazione con i privati, mette qualche paletto agli alleati e fa pure outing: «Ho un trisavolo che ha partecipato alla spedizione dei Mille».

Una curiosità: se non si fosse chiuso l’accordo con il Pdl, avrebbe corso lo stesso solo con la Lega?

«Sì, certo. Ma sono ben lieto di essere un candidato di coalizione. Al governo e in Regione abbiamo dimostrato

di saper fare squadra sui grandi obiettivi. Se lo spirito sarà lo stesso, potremo ottenere buone cose per Bergamo. Ora la Lega è molto più forte e magari ce l’avrebbe fatta anche da sola, ma sarebbe stata una vittoria inutile. Serve un consenso più ampio, e con gli alleati è meglio litigare prima per arrivare uniti poi».

Quindi quali paletti mette?

«Io un programma ce l’ho, ma prima di presentarlo devo miscelarlo con quello del Pdl. Però sicuramente non può essere diverso come impostazione da quanto stiamo facendo al governo: sicurezza, tutela del territorio, salvaguardia della nostra gente».

Quanti saranno gli assessori?

«Dieci, come prevede la nuova legge. Quando si pensava potessero essere ancora 12, i miei alleati hanno proposto

una ripartizione 7 a 5».

A favore loro?

«Chiaramente sì, al che ho detto che forse era il caso di aspettare il risultato delle urne. C’è poi chi si è lamentato

del fatto che avessi già presentato la lista il 23 dicembre, sottolineando la necessità di condividere una strategia di collegio. Per me è un discorso che non esiste e vorrei ricordare agli amici del Pdl che sulla scheda ci sarà una lista Lega e una loro: perché dovrei favorirla?».

Realisticamente, Pirovano, potreste anche ritrovarvi alla pari...

«Io sto spingendo per stravincere, così potremo avere maggior potere di scelta in Giunta».

Questo in numeri, ma sugli uomini degli alleati?

«L’ho già detto al Pdl: esigo il diritto di veto, perché se uno non è capace non lo voglio. E dopo dieci anni di amministrazione vorrei anche da loro facce nuove, per segnare una certa discontinuità e la rottura di certi legami».

Quindi se vince...

«Ripartiamo da zero, cercando persone normali: non mi interessano soloni, geni o gente con il torace sempre troppo gonfio. Vorrei gente normale che capisca che, una volta impostato, quello è il programma del presidente e non dell’assessore».

Ohi, ma la Lega non era quella che accusava di personalismo il presidente

Valerio Bettoni?

«Non farò mai un programma che non sia condiviso, questo è chiaro: ma, una volta fatto, non voglio battitori

liberi».

Che idea di Provincia ha in mente?

«Più Provincia e meno presidente ».

Messaggio nemmeno tanto subliminale

a Bettoni?

«Beh, credo che in questi 10 anni sia emerso più lui che l’istituzione. Io penso che la Provincia debba essere un ammortizzatore tra Comuni e Regione, fare cioè squadra con le amministrazioni locali, soprattutto quelle piccole, e aiutarle davvero».

E secondo lei questo non è avvenuto?

«Al di là delle poche cose ottenute per le infrastrutture, dove l’accordo con i Comuni era indispensabile...».

Beh, sulle infrastrutture non si tratta proprio di poche cose, onestamente...

«Ma no, non hanno lavorato male, anche se all’inizio c’è stato un po’ il tentativo di fare il padre-padrone.

Però prendiamo qualche esempio: sulle cave di prestito la Provincia ha reso partecipi i Comuni? Non mi pare

proprio».

Ma lei vede la Provincia come ente regolatore o gestore? Bettoni tra i suoi fiori all’occhiello mette il sistema della società partecipate...

«La Provincia deve riuscire a conciliare i legittimi interessi economici dei privati con quelli dei cittadini, dando dei precisi indirizzi: un ente regolatore, senza dubbio, non un’azienda».

Quindi della multiutility Abm che intende farne?

«Prima voglio capire che c’è dentro, guardare i conti – quelli veri – e le persone in faccia. Dopo, con grande professionalità, dismettere le società inutili e valorizzare quelle che servono al territorio».

A proposito di inutilità: il Pdl vorrebbe abolire le Province, come la mettiamo?

«Non tutte, quelle inutili appunto. Ma non può essere il caso di Bergamo. Credo che con il federalismo, fiscale prima e istituzionale poi, ci saranno spazi di manovra più ampi e precisi. Personalmente non sono innamorato delle Province, ma finché ci sono vanno gestite al meglio».

Lei ha detto di voler un po’ portare la Provincia nella Bassa...

«Vero».

Saranno entusiasti i valligiani...

«Ma nessuno intende penalizzarli, semmai valorizzarne la loro più grande risorsa, quella turistica».

Lo vogliono tutti, di questi tempi...

«Le faccio un esempio: a Roma c’è un ufficio della Provincia che pubblicizza il formai de mùt e il prosciutto di Ardesio:

non so quanto gliene possa fregare ai romani, ma so per certo che uno di Treviglio non sa che ad Ardesio fanno

un eccellente prosciutto».

Turismo uguale Orio al Serio: Bettoni ha lanciato diversi allarmi sulle vostre possibili intenzioni di penalizzare

lo scalo, magari a favore di quella Malpensa vessillo della Lega.

«Non capisco perché lo pensi».

Magari anche perché il primo e finora unico presidente leghista, Giovanni Cappelluzzo, fu il solo a non entrare

nel Patto di sindacato dei soci bergamaschi. È stato Bettoni a riportarci la Provincia.

«Io penso che Orio sia una risorsa da valorizzare al massimo, e su questo non ci piove. Ma serve una strategia precisa sul turismo: credo la cosa migliore sia parlarne insieme e che nei Cda non ci debba andare chi non ha più niente da fare o non sia candidabile in Europa, ma persone che conoscano bene la materia».

Finora, visti i risultati, sembra che la conoscano, eccome...

«Niente da dire, ma ora cosa facciamo di Orio?».

Ce lo dica lei: per esempio acquisterebbe le quote Sea, come ha deciso Bettoni?

«Per farlo ha dismesso quelle della Serenissima, e ho già qualche dubbio in materia. Perché prima, per esempio, potrei fare a meno di qualcosa che c’è in Puglia, per dire... Su Sacbo la Provincia può fare molto senza la necessità di avere una quota predominante».

Quindi non è contrario all’ingresso di nuovi privati?

«Ma proprio per niente: la Provincia può giocare un ruolo ugualmente decisivo senza per forza acquistare quote.

Non ho il mito del controllo pubblico del Patto di sindacato, proprio no».

C’è chi si lamenta del fatto che la Provincia spenda molti soldi in mostre, patrocini, manifestazioni...

«Anche qui voglio vederci chiaro, perché i "si dice" da bar non mi piacciono. Prima voglio vedere cosa c’è nei cassetti, senza andare a cercare scheletri nell’armadio, non è il mio lavoro. È una perdita di tempo e basta. Certo, se poi uno se li trova tra i piedi...».

La lista della Lega è composta in buona parte da sindaci uscenti, pescherà lì per i suoi assessori? Oppure tra qualche esterno?

«Se gli esterni fanno parte del movimento o sono persone già collaudate, nulla in contrario. Comunque ho scelto in gran parte sindaci per due motivi: potenzialmente prendono voti e poi dopo l’esperienza amministrativa sono disincantati e quindi concreti. Gente che sa che c’è anche una burocrazia, quindi tempi e quindi regole...».

Scusi, non ha l’impressione di volare molto basso? Non crede che magari serva anche un sogno per questa Provincia e non solo una concretezza tutta bergamasca?

«Certo che sì, ma i sogni devono anche avere buone possibilità di realizzazione ».

Allora immaginiamo il sogno che vorrebbe aver realizzato nel 2014...

«Che in provincia di Bergamo ci sia una derivazione importante dell’Expo: che una parte delle centinaia di migliaia di visitatori sia arrivata a Bergamo, anche solo per comprare il prosciutto di Ardesio».

Lo sa che potrebbe diventare presidente di una Provincia con il 15 per cento di immigrati?

«Lo so, ma se sono regolari non c’è alcun problema».

Ma questa distinzione regolari-irregolari non può spiegare tutto: tra gli irregolari ci sono in maggior parte donne, bambini, gente onesta che cerca lavoro...

«Ma serve un filtro, qualcosa che impedisca di venire qui a chi non voglia integrarsi».

O assimilarsi?

«No, integrarsi, ma tra estremismi del buonismo e del cattivismo alla fine troveremo una sorta di soluzione. E qui penso che il lavoro sia il discrimine».

Il lavoro lo cercano, e c’è chi scappa da guerre.

«Per la guerra c’è il diritto d’asilo».

Normativa non sempre chiarissima.

«La perfezioneremo dove necessario, e il lavoro purtroppo  non c’è per tutti. Soprattutto in un momento difficile come

quello attuale, dove la nostra gente nelle valli è a piedi. E questo è un problema: oltre l’etica c’è anche la pratica».

Ha intenzione di collaborare con il suo collega di coalizione Franco Tentorio in corsa per il Comune?

«Gli ho già fatto sapere di esser pronto a fare campagna elettorale insieme, e sarebbe la prima volta nella storia.

Dobbiamo creare un senso di collaborazione che poi si sposti nelle istituzioni».

Quindi se vince Roberto Bruni e il centrosinistra offre collaborazione?

«Certo, perché quello che conta è la gente che amministriamo».

Ci dica tre priorità.

«Lavoro, sociale, gestione delle infrastrutture e del territorio»

Come usciamo da questa crisi del lavoro?

«Insieme ai privati e non contro i privati: il lavoro si crea con lo sviluppo, quindi dobbiamo assolutamente collaborare».

Pirovano, quanto è condizionato dalla Lega?

«Fino ad oggi non mi ha mai condizionato nella gestione dell’amministrazione».

Ok, a vittoria conseguita le dicono che deve mettere quell’uomo e non quell’altro...

«Litigo e tanto. E credo anche di aver l’età e il disincanto per poterlo fare»

In caso di vittoria resterà anche alla Camera?

«Sì, le due cariche non sono incompatibili».

Però si parla già di Pirovano presidente a mezzo servizio...

«Quando facevo il sindaco a Caravaggio non l’ha mai detto nessuno».

Lei pensa di vincere?

«I numeri ci sono».

E gli avversari mancano, finora: Pd in alto mare, centristi in attesa, Lista Bettoni pure. A proposito, il presidente in carica non perde occasione per attaccare la Lega.

«E io lo ignoro, sono convinto che sia il modo migliore per farlo imbestialire».

Non le sembra una vittoria potenzialmente troppo facile?

«Cominciamo a vincere, anche se va detto che è brutto non avere un’opposizione. Speriamo che almeno in aula le cose cambino. Di certo lavorerò per modificare il regolamento».

Perché?

«Perché gli interventi non devono essere così prolissi».

La nuova tendenza berlusconiana che avanza: basta perdite di tempo in aula?

«Ma assolutamente no. A Caravaggio l’ho fatto nel 1998, applicando al regolamento comunale quello della Camera,

allora presieduta da Luciano Violante: quindi sono al di sopra di ogni sospetto. Tempi contingentati, riunione dei capigruppo: più tempo per le cose importanti e meno per quelle secondarie».

E le Commissioni: si taglieranno i consistenti gettoni?

«Mi risulta che le cose siano già migliorate con l’introduzione di un tetto massimo indipendentemente dal numero di sedute. La cosa che mi dà fastidio è che ci siano Commissioni che si riuniscono due-tre volte in una settimana per diversi argomenti: ecco, questo cambierà».

Sbagliamo o dovrà giurare sulla Costituzione italiana?

«Beh, non è uno scandalo. Siamo nella Repubblica italiana, stiamo semmai cercando di modificarne i meccanismi».

Non è un secessionista?

«Lo sono stato, perché era piacevole, ma sono sostanzialmente federalista. Diciamo che sono secessionista tanto quanto il mio trisavolo era un garibaldino, quindi un unitario».

Prego?

«Giovan Battista Asperti, disertò dall’esercito savoiardo per partecipare alla spedizione dei Mille. Un vero rivoluzionario».

Scusi, ma...

«Tranquilli, Bossi lo sa».

 

Dino Nikpalj

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