04/11/2009

La WEB BèRGHEM TV della Lega Nord - Sez. Bergamo

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02/11/2009

RASSEGNA STAMPA. Brignoli, già braccio destro di Castelli e Giorgetti, è capo di Gabinetto in Provincia

Brignoli_L.jpgÈ stato il vice di Roberto Castelli nel momento in cui Umberto Bossi ha deciso di affidare all'ex Guardasigilli la guida della segreteria cittadina del Carroccio. Ancora prima, ha affiancato Giancarlo Giorgetti, numero uno della Lega Lombarda, guidandone la segreteria operativa in via Bellerio. Ora Lucio Brignoli sarà il braccio destro di Ettore Pirovano: il presidente della Provincia l'ha infatti scelto come capo di Gabinetto. «Sarà il mio braccio destro? Forse anche quello sinistro», commenta Pirovano. Residente a Paladina, militante della sezione del capoluogo del Carroccio, laureando in Scienze dell'amministrazione all'Università Statale di Milano, Lucio Brignoli è della classe 1980. E lo stesso presidente non fa mistero di aver puntato su di lui anche per questo. «Sono convinto di una cosa – spiega Pirovano –: l'ordine di priorità delle questioni che arrivano in Via Tasso non dipende necessariamente dal grado d'importanza di chi porta avanti il caso, ma anche da aspetti umani». E siccome la figura del capo di Gabinetto istituzionalmente fa da filtro e contribuisce in prima persona alle decisione su questo ordine di priorità, nell'ottica di cui sopra l'età diventa un quid: «Penso che un giovane abbia meno preconcetti di chi svolge ruoli di questo genere da tempo». Starà ora a Brignoli affiancare la presidenza nel momento in cui il lavoro in Provincia, dove la Lega è tornata dopo 10 anni all'opposizione, entra nel vivo dopo le elezioni di giugno. La nomina, inserita nell'ambito dello staff presidenziale, è avvenuta settimana scorsa, mentre l'insediamento è previsto per questa mattina. Il presidente per sintetizzare il senso di questa figura utilizza una metafora nel suo spirito di blues-man: «Un musicista ha sempre un manager». E si capisce che qui il musicista è il presidente. Dal canto suo, il nuovo capo di Gabinetto si dichiara pronto a lavorare sodo. Il commento di rito, dice, non è il suo forte: «Ringrazio davvero per l'opportunità che mi viene data, anche se queste parole sembrano una banalità. Per chi è sempre stato a disposizione del movimento, è un riconoscimento importante. Ora mi metterò al lavoro facendo del mio meglio». Maturità scientifica al Mascheroni, studi in Ingegneria poi interrotti per passare a Scienze politiche, Brignoli ha un curriculum politico degno di nota: «La prima tessera è del 1996, avevo 16 anni». Passione di famiglia? «Sì, ma nel senso che sono stato io a contagiare mio padre, che è leghista come me». Nel 1998 diventa coordinatore del gruppo di Bergamo del Movimento giovani padani, nel 1999 passa a capo del gruppo provinciale. Sempre dei giovani della Lega nel 2002 diventa vicecoordinatore nazionale, per poi assumere incarichi nella struttura federale di via Bellerio a Milano (responsabile organizzativo, coordinatore del movimento studentesco). Nel 2004 collabora con la commissione Bilancio della Camera, affiancando ancora Giorgetti. Nel 2007 il segretario provinciale Cristian Invernizzi lo sceglie per guidare la sezione del capoluogo, commissariata. Quando Bossi chiama per il medesimo incarico il «big» Roberto Castelli, è lo stesso senatore, impegnato anche a Roma, a tenere con sé Brignoli come vice. È in pista anche nelle elezioni appena passate: candidato al Consiglio provinciale, è il terzo dei non eletti. Si fa il suo nome come possibile assessore a Palafrizzoni nella squadra lumbard, poi tutto sfuma. Ora, la nomina in Via Tasso. (L'ECO DI BERGAMO - 02/11/2009)

01/11/2009

Gazebo su "IL PUNTO DELLA SITUAZIONE" con gli assessori comunali della Lega Nord

Il 31 ottobre la Lega Nord incontra i cittadini sul Sentierone per fare il punto della situazione.

 

10/05/2009

Pirovano presenta la squadra

Provincia - Le prossime elezioni provinciali sono una formalità. Lo dimostrano i sondaggi, fortemente sbilanciati a favore del centrodestra, e le parole del candidato leghista Ettore Pirovano, che domenica mattina ha presentato la sua squadra al quadriportico del Sentierone.

Continua...

10/04/2009

Pirovano e i ''ribelli azzurri'': da Bergamo non mi sposta nessuno

(IL CORRIERE DELLA SERA/10-04-2009)
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MILANO—L’uomo che inventò per Bergamo le «quote pesca» se la ride di gusto: «Le facce nuove, che incubo... ». Ettore Pirovano, già capo dei senatori leghisti, oggi è il vicepresidente della commissione Difesa alla Camera. E soprattutto il candidato presidente della Provincia di Bergamo per tutto il centrodestra. Contro la sua designazione, un gruppetto di esponenti di Forza Italia si è tassato per pagare un paginone sul Giornale: un appello a Silvio Berlusconi perché ritorni sulla sua decisione. L’obiettivo non è tanto Pirovano, leghista poco propenso alle sparate («Dovrò giurare sulla Costituzione? Beh, non è uno scandalo. Siamo nella Repubblica italiana») e circondato dalla fama di persona perbene. Il fatto è che, nel gioco della suddivisione delle candidature tra il Carroccio e il Pdl, Bergamo è toccata ai padani. Pirovano non ostenta: davvero non è preoccupato per l’iniziativa del Pdl. Sa bene che da lì, dal ruolo di candidato presidente, nessuno riuscirà a scalzarlo: la sua lista è pronta sin dal 23 dicembre, un fatto senza precedenti in un campo noto per i blitz dell’ultima notte. Lui, comunque fosse andata, era già candidato per il Carroccio ben prima che il patto con il Popolo delle libertà fosse sancito in uno dei summit di Arcore. «Io lo so—dice—che cosa li manda ai matti. È ilmio riferimento alla necessità di facce nuove. Ma qui servono per davvero». In effetti, la lettera- appello lo dice senza troppo divagare: «Come è possibile accettare un accordo che consegna Bergamo alla Lega, la quale annuncia subito un cambio di linea programmatica e di classe dirigente?». Classe 1949, geometra, la figlia Daisy candidata a sindaco di Misano Gera d’Adda, Pirovano è un leghista che non ama i proclami. Però sa farsi sentire. La prima volta che i riflettori delle cronache si accesero su di lui fu quando disse di esigere per Bergamo le «quote pesca»: «Si stabilirono le quote latte per la Calabria, la Puglia, la Sicilia, la Sardegna, ma il latte lì non si produce. Quelle quote erano e sono di carta. Il nord deve comperare o affittare queste quote dal sud. È umiliante, per chi già lavora duramente, dover pagare il "pizzo" sia allo Stato, con le tasse, sia a coloro che perpetueranno questo sistema grazie al voto di scambio». Di qui, la richiesta: «Quote tonno per Caravaggio, quote sgombro per la Valle Seriana». Deve essere, questo richiamo al mare lontano, qualcosa che i politici bergamaschi hanno dentro. Il capofila della lettera anti Lega a Berlusconi, il senatore pdl Valerio Carrara, divenne leggenda quando a una riunione di Forza Italia per discutere della famigerata legge «mancia », quella che assegnava fondi ai Comuni su segnalazione dei parlamentari, se ne uscì con uno straordinario: «Volete il porto a Zogno? Io ve lo faccio fare... ». Zogno è un comune nel cuore della val Brembana, lontano 210 chilometri dal mare. La seconda volta che Pirovano finì sui giornali fu quando nel 2003 la Corte dei conti condannò il comune di Caravaggio, di cui il senatore era sindaco, a rimborsare la bellezza di 251mila euro. Anzi, il danno per le casse pubbliche era ben superiore, quasi 630 mila euro. Ma la magistratura contabile stabilì che il fine sociale della spesa meritava uno «sconto». Il fatto è che il Comune aveva per cinque anni finanziato una scuola padana. O almeno, così la chiamava l’opposizione. Lui, sminuiva: «Macché scuola padana. Di verde c’erano soltanto le griglie. E di padano i racconti di qualche nonno che veniva a parlare della nostra terra. In compenso, abbiamo garantito un servizio a una cinquantina di bambini della frazione Masano, che, altrimenti, avrebbero dovuto trasferirsi ». Pirovano, per paradossale che possa sembrare, vorrebbe passare inosservato. Anche se il suo volare basso irrita chi nella coalizione vorrebbe una campagna elettorale più adrenalinica. Ma il Pirovano non si scuote: «Voglio che si parli più della Provincia e meno di me».

09/04/2009

Tentorio: al lavoro insieme a Pirovano

(L'Eco di Bergamo/9 aprile 2009)

«Io in queste polemiche trasversali non ci voglio entrare, tanto che sono già in contatto con Ettore Pirovano per lavorare insieme ». Franco Tentorio, candidato unitario del centrodestra a Palafrizzoni, rompe gli indugi ed esce dalle secche delle polemiche interne al Pdl, o meglio di quella fronda interna all’ormai ex Forza Italia contraria alla candidatura di Pirovano alla Provincia, sempre all’insegna dell’unitarietà. «Ci siamo già sentiti telefonicamente: mi sono accreditato facendo presente che metà della mia famiglia è di Caravaggio, paese dove Pirovano è stato sindaco per due mandati: lui ha replicato spiegandomi che conosce benissimo Alassio, città natale di mia moglie. Direi che si può lavorare bene insieme...» scherza Tentorio. «Noi siamo già partiti a spron battuto dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi che ci indicavano come candidati unitari del centrodestra in Comune e Provincia, il resto sono solo chiacchiere» taglia corto lo sfidante di Bruni. Al punto da «essere passati da contatti telefonici ad incontri sempre più allargati, senza incertezza alcuna né attendere più nessuno». Per farla breve: «È assolutamente inopportuno innescare delle polemiche sulle candidature quando le decisioni sono già definitive: lavoriamo piuttosto per vincere insieme. Io sono stato indicato dai vertici nazionali, lui pure, non dobbiamo più chiedere niente a nessuno ma metterci al lavoro ». Il prossimo appuntamento dovrebbe essere martedì nel tardo pomeriggio nella sede provinciale leghista, con i vertici dei due schieramenti: «E speriamo che per quella data ci sia anche l’indicazione ufficiale del coordinatore provinciale del Pdl, così da poter partire». L’invito a lavorare insieme era già stato ribadito dallo stesso Pirovano in un’intervista a «L’Eco di Bergamo» di sabato scorso, quando aveva sottolineato come per la prima volta i due candidati del centrodestra in Comune e Provincia avrebbero potuto lavorare insieme fin dalla campagna elettorale». Nell’attesa, Tentorio continua a lavorare alla definizione della sua lista ad personam: si chiamerà semplicemente «Tentorio sindaco» e vede già 35 caselle su 40 piene. Il problema (se è un problema) è che per le 5 restanti ci sono in lizza almeno il triplo dei candidati, il che fa pensare che per chiudere la lista serviranno ancora un paio di settimane. Ieri comunque il candidato del centrodestra ha fatto una prima riunione con quelli che saranno certamente in lista, e c’è qualche novità. Il nome sicuramente più clamoroso è quello di Vittorio Ambrosini, assessore (allo spettacolo) Dc dal 1980 al 1990 con la Giunta Zaccarelli, lontano dalla politica attiva dal 1999, quando si concluse la sua esperienza come consigliere comunale nella sua lista «Insieme per Bergamo». Altri probabili candidati in lista potrebbero essere Paolo D’Andrea, già giudice a Bergamo e Brescia, Franco Campana, architetto e già insegnante al Sant’Alessandro, l’ingegnere Francesco Finazzi, la commercialista Anna Pagnini e Francesco Magni, geometra e perito del Tribunale di Bergamo. Nomi che vanno ad aggiungersi a quelli già noti: l’imprenditrice Enrica Foppa Pedretti, i commercialisti Augusto Tucci e Maurizio Vicentini, Nicola Purita, primario di Anestesia ad Alzano Lombardo, l’avvocato Paola Bianchi Cassina, Paolo Cattaneo, presidente della onlus Melarancia, Claudia Sartirani (responsabile organizzazione Teamitalia e presidente del Festival internazionale del cinema d’arte), l’ingegner Davide De Rosa, Gerardo Gibellini (figlio di Andrea, presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero), l’avvocato Domenico Lanfranco, Lorenzo Carminati (presidente dell’associazione Bergamo Ovest) e Marco Fassi, amministratore delegato della Az Veicoli.

04/04/2009

Calendario gazebo

Apri il Calendario Gazebo (agg. 4 aprile 2009).pdf 

30/03/2009

Bilancio del Sindaco, Lega all'attacco

L'Eco di Bergamo/30/03/2009

Il libretto da 64 pagine non è ancora quasi arrivato ai cittadini, che già scoppia la polemica. A interrogarsi e soprattutto a interrogare l’amministrazione su quanto sia costato il «Rapporto alla città» sull’attività amministrativa 2004-2009 – report messo a punto dalla Giunta Bruni per riassumere i risultati conseguiti – è il consigliere comunale Daniele Belotti. «La Giunta ha presentato il suo rendiconto di mandato, curato dall’Agenzia Comunicazione del Comune – scrive Belotti –. L’Agenzia Comunicazione, però, non ha certo il compito di organizzare o collaborare nella campagna elettorale di un candidato sindaco, bensì quello di promuovere un’informazione che abbia scopi di utilità sociale, come ad esempio la pubblicità di iniziative (mostre, spettacoli, assemblee, ecc.), oppure di provvedimenti che possano interessare i cittadini (blocco del traffico, nuovi servizi ecc.), o campagne di educazione civica ». Belotti prosegue citando il caso dei manifesti diffusi in città dopo l’approvazione del bilancio preventivo 2008, con titolo «I conti tornano ». «Già allora – spiega il consigliere – eravamo di fronte a una campagna di propaganda, definita dalle minoranze una grave scorrettezza istituzionale. Ora ci risiamo». Belotti quindi interroga con una interpellanza il sindaco e l’assessore alla Comunicazione per sapere: «Quante copie del rendiconto di mandato sono state stampate; a quante decine di migliaia di euro ammonta il costo di stampa e di distribuzione di tale pubblicazione; se non ritiene, in un periodo di crisi economica, che sia un autentico spreco di denaro pubblico la pubblicazione e la distribuzione di un così sfarzoso opuscolo» e se il sindaco non ritenga corretto «sospendere, in coerenza con le sue dichiarazioni di "trasparenza", l’attività dell’Agenzia Comunicazione, per non creare malintesi sulla sua attività in campagna elettorale». Lapidario il commento che arriva da Palafrizzoni dopo che vi è giunta la notizia dello scritto leghista. «Considero un dovere aver elaborato questo rapporto per la città che l’Agenzia Comunicazione ha realizzato con la consueta professionalità – ha affermato il sindaco Roberto Bruni –. Ovviamente è falso che l’Agenzia Comunicazione si occupi della campagna del candidato». «Ho già chiarito – aggiunge il primo cittadino – la distinzione che ci sarà tra il sindaco e il candidato Bruni, e il sindaco e gli uffici sono in carica regolarmente fino alle elezioni».

29/03/2009

Spot Lega Nord

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Continua...

28/03/2009

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