18/05/2012
SI RIPARTE DAL FEDERALISMO
Chissà se nelle ultime ore qualcuno nel Pdl avrà pensato all'estate 2010 quando, dopo la fuoriuscita dei finiani dal governo e dalla maggioranza, Umberto Bossi esortò il premier Berlusconi a spingere per andare rapidamente a votare e rimettere tutto nelle mani dei cittadini. Se il Cavaliere avesse ascoltato forse, nei mesi a seguire, molte cose sarebbero andate diversamente. Perché chiunque fa politica deve sempre tenere a mente che l'elettore non deve essere mai preso in giro e chi lo fa, prima o poi, paga pegno. E' quello che è accaduto al Pdl di Alfano che prima ha favorito la nascita del governo dei tecnici e poi, considerato la scarsa popolarità dello stesso, ne ha rinnegato la paternità. Non si può infatti essere eletti promettendo di togliere l'Ici e poi, dopo averla tolta, reintrodurla dopo qualche anno sotto altro nome ma con i medesimi odiosi intenti vessatori. Che peraltro non hanno nulla a che vedere con l'imposta sulla casa prevista nella riforma sul federalismo fiscale, che costituiva una parte importante del programma elettorale del governo Berlusconi. L'elettore non ha abboccato e ha punito ugualmente il Pdl perché si è sentito preso in giro; ha quindi colto la prima occasione utile per farlo capire con l'unico mezzo di cui dispone: la scheda elettorale. A ciò certo si aggiunga che, trattandosi di elezioni amministrative, a contare sono state soprattutto la credibilità dei singoli candidati. Un aspetto, quest'ultimo, che in questa tornata elettorale ha costituito un punto di forza per il Carroccio, che lascia ben sperare per il futuro, nonostante si sia scatenata un'offensiva mediatico-giudiziaria senza precedenti nei confronti della Lega Nord. Dove abbiamo fatto buona amministrazione, o dove abbiamo presentato facce nuove, la Lega Nord ha tenuto. Sicché, a risultati acquisiti, e con i ballottaggi ancora da giocarsi, possiamo dire che la Lega Nord c'è! Con una marcia in più, rispetto alla situazione pre-elettorale, che consiste nella matematica certezza che a consentire al nostro Movimento di continuare ad essere un punto di riferimento per il Nord sono la qualità di una corretta e onesta amministrazione e il nostro progetto federalista. Guardando, infatti, in casa d'altri, tanto a destra quanto a sinistra, o tra gli eletti del Movimento di Grillo, non ci pare emergere alcunché di rivoluzionario, né di risolutivo, per venire a capo della questione settentrionale. Il nostro progetto federalista era e rimane l'unica alternativa possibile alla subalternità del nord rispetto ad uno Stato centralista. Si riparte da qui, quindi, e dai nostri amministratori sul territorio, per costruire il futuro di un Carroccio che oggi, più che mai, vuole portare a casa una volta per tutte la riforma federalista. Autonomia, autogoverno e libertà per le nostre comunità sono obiettivi possibili.
Giacomo Stucchi
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10/05/2012
Voto, la Lega incassa il colpo.Ma il verde non sbiadisce
La Lega incassa il colpo del minitest elettorale del 6-7 maggio, ma dice che è ancora in piedi ed è pronta a ripartire. Anzi, si mette sui banchi e impara la lezione delle urne: divisi si perde (lo insegnano Mozzo, Villongo, Curno), i bravi sindaci vincono (vedi Brembate Sopra e Capriate), le squadre unite anche (Cisano). Ergo: valorizziamo i bravi sindaci anche all'interno del movimento. La morale, però, parte forte di una Bergamasca in cui il verde non sbiadisce: la Lega ricorda che governa con sindaci propri in 52 Comuni, ed è in maggioranza in altre 19 amministrazioni. L'appuntamento più importante a stretto giro di boa - per ora confermato al Teatro Gavazzeni di Seriate - è il 25 maggio, quando i sindaci lumbard della Lombardia si raduneranno con i triumviri per rilanciare la protesta fiscale contro l'Imu e l'azione territoriale. Poi verrà la stagione dei congressi (1-2-3 giugno quello federale a Bergamo, il 30 giugno e il 1° luglio quello nazionale; in mezzo la ricarica di Pontida, il 10 giugno). «E qui – rilancia il deputato Giacomo Stucchi – la Lega cambierà radicalmente faccia, non in termini di proposta politica (i valori di riferimento restano quelli che ci ha insegnato Umberto Bossi), ma nel modo di essere "sindacato territoriale", per allargarci anche al di là di chi è strettamente leghista. Dobbiamo trasformare il consenso ottenuto dai nostri bravi amministratori (a Cisano, Brembate Sopra, Capriate) in consenso politico». Nei congressi si deciderà anche se, in futuro, si continuerà a correre da soli o si tornerà col Pdl. «Per questi ballottaggi – si augura Stucchi – spero venga lasciata libertà a ogni singola realtà comunale». (Eco di Bergamo,9-5-12)
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04/05/2012
Calderoli e Stucchi, l'incontro con Martinelli
Il senatore Roberto Calderoli, Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, e l’onorevole Giacomo Stucchi hanno incontrato, nel carcere di Bergamo, Luigi Martinelli, l’imprenditore che giovedì pomeriggio si è barricato all’interno della sede dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia prendendo in ostaggio 15 persone.
Calderoli e Stucchi, pur condannando fermamente l’azione messa in atto dal Martinelli, azione che ha portato al coinvolgimento di tante persone estranee alla sua vicenda e al conseguente choc da esse subito, hanno scelto di incontrare Martinelli sia nel tentativo di comprendere i motivi che possano portare un cittadino a gesti così estremi - e non isolati, considerando i numerosi casi di suicidi che si sono verificati negli ultimi mesi tra gli imprenditori - sia per testimoniare personalmente la loro vicinanza rispetto a cittadini che, come lui, si trovano in situazioni di questo genere.
“Situazioni estreme, causate anche dall’esasperazione nei confronti di uno Stato che sembra veramente considerare il cittadino solo alla stregua di un suddito da spremere. Intanto durante il colloquio è emerso che il Martinelli aveva un debito non per 1000 euro, dunque una cifra esigua, come scritto dai media, ma di 44mila euro, dunque una cifra ben più consistente”, spiega a riguardo lo stesso senatore Roberto Calderoli che aggiunge: “Nel corso del nostro colloquio abbiamo messo a disposizione dell’interessato la possibilità di essere difeso da un avvocato di fiducia, individuato nella persona di Matteo Brigandì, il quale ha già manifestato la sua piena disponibilità a difenderlo. Da parte nostra, come Lega Nord, ribadiamo il nostro totale impegno per provare a cambiare uno Stato che al momento sembra non riconoscere il diritto al cittadino di poter vivere e lavorare senza essere strangolato dall’oppressione di una tenaglia fiscale che sta portando al limite la sopportazione dei cittadini, come dimostrato dai tanti gesti estremi cui purtroppo stiamo assistendo nelle ultime settimane”.
Gli stessi Stucchi e Calderoli hanno poi avuto un colloquio telefonico con il dipendente dell'Agenzia delle Entrate tenuto a lungo in ostaggio dal Martinelli, Carmine Mormandi, al quale hanno espresso la loro solidarietà per l'accaduto, sincerandosi al contempo sulla sua situazione dopo questa traumatica esperienza.
24/04/2012
Prossimo Congresso, Invernizzi : Stucchi candidato ideale
Il segretario provinciale della Lega Nord, Cristian Invernizzi, interviene sulla candidatura del parlamentare bergamasco Giacomo Stucchi alla segreteria della Lega Lombarda lanciata domenica scorsa dall'ex ministro Calderoli in occasione dell'assemblea dei militanti orobici ad Alzano Lombardo: «Non ne facciamo una questione territoriale – afferma Invernizzi –, ma credo che Bergamo possa dire la sua sulla candidatura per la segreteria; e se il prossimo segretario sarà bergamasco, di certo, sarà Stucchi». Il congresso della Lega Lombarda è in programma dall'1 al 3 giugno proprio a Bergamo. Il segretario uscente Giancarlo Giorgetti, ricorda Invernizzi, «ha già ricoperto l'incarico per dieci anni e ha già annunciato l'intenzione di non ricandidarsi. Ora credo che Bergamo possa dire la sua e Stucchi è la figura più autorevole e con le carte in regola per ricoprire la carica». Quella di Calderoli, chiarisce Invernizzi, «non è stata una boutade: il nome di Stucchi gira ormai da tempo. Poi, certo, da qui alla scelta definitiva c'è di mezzo un congresso. Del resto lo stesso Stucchi deve ancora scegliere in modo definitivo».
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28/03/2012
«Lombardismo» per la difesa del lavoro
È il «lombardismo» una delle carte vincenti sui cui giocare per sconfiggere l'attuale crisi economica. A dichiararlo è Andrea Gibelli, vicepresidente e assessore all'industria e artigianato di Regione Lombardia, ieri a Telgate per incontrare gli imprenditori del territorio a conclusione della cinquantesima tappa di «Assessorato Itinerante». «Si tratta - ha spiegato Gibelli - di un vero e proprio blocco padano a difesa del sistema produttivo. Penso alla misura Start-up di impresa che dallo scorso anno prevede l'accessibilità ai finanziamenti per l'avvio di una nuova attività solo ai residenti da almeno cinque anni e la recente legge Harlem che regola l'apertura di attività del settore del commercio e artigianato. Quest'ultima si occupa in particolare - ha proseguito Gibelli - della produzione e vendita di alimentari, e lascia la possibilità al sindaco, in caso di eccesso di concorrenza e concentrazione, di selezionare le aperture secondo il principio di qualità delle nostre città. In questo modo è possibile salvaguardare il giusto equilibrio tra la presenza di attività tradizionali e le nuove aperture». E il vicepresidente di Regione Lombardia chiude con un auspicio: «I sindacati, le associazioni di categoria e le istituzioni devono fare la stessa battaglia per la tutela del territorio in maniera tale che non ci siano solo le istituzioni che tengono una certa barra ma tutto un sistema che tutela la nostra economia». Sul modello federale è ritornato anche l'ex ministro Roberto Maroni, accompagnato dallo stato maggiore della Lega: erano presenti gli onorevoli Giacomo Stucchi e Nunziante Consiglio, il presidente della Provincia, Ettore Pirovano, e il segretario provinciale Cristian Invernizzi. Davanti ad una sala gremita – circa 170 i presenti, per il 30% imprenditori locali – Maroni ha illustrato la ricetta padana per uscire dalla crisi. «I problemi strutturali sono principalmente tre: la pressione fiscale, l'eccesso di burocrazia e il sistema bancario lontano dalle imprese. Da soli rappresentano l'80% delle difficoltà degli imprenditori. Nel primo caso - ha spiegato l'ex ministro all'Interno - occorre ridurre da subito e per 2 anni la pressione sulle imprese almeno di 15 punti percentuali, lasciando alle Regioni l'articolazione su come intervenire». Ripropone invece l'applicazione dei costi standard, soprattutto in sanità, con il conseguente rimborso sulla media delle spese, per abbattere la burocrazia, e auspica che le banche più che ai loro conti, comincino a prestare attenzione all'imprenditoria. «Sono soluzioni concrete, ma il governo Monti si rifiuta di ascoltare. Adesso - ha concluso Maroni - tocca alle imprese fare sentire la propria voce». E gli imprenditori locali, durante il dibattito, non si sono fatti pregare, se non altro per cercare di capire cosa è possibile fare. «Avete a disposizione il voto - è stata la replica di Maroni - la possibilità di indire manifestazioni e tra poco anche una nuova presidenza di Confindustria. Spero che i nuovi vertici considereranno quello di Monti semplicemente come un governo e non un governo "amico"». (Eco di Bergamo,28-3-12)
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05/02/2012
Lega da sola alle prossime amministrative. Poi il congresso nazionale
Il 22 gennaio in piazza Duomo, Bossi aveva già preannunciato la fine dell'alleanza con il PdL. Bossi a Bergamo ha confermato che ora la Lega Nord passa ai fatti. Il consiglio nazionale della Lega lombarda ha infatti deciso che alle prossime amministrative il Carroccio andrà da solo. I candidati che si presenteranno alle elezioni in primavera potranno allearsi solo con liste civiche. Sarà quindi tutto da verificare quello che succederà nei diciannove Comuni della bergamasca che saranno chiamati al voto in primavera.
Sempre il 22 gennaio, il consiglio federale aveva anche deliberato la convocazione dei congressi nazionali padani entro giugno per le elezioni di nuovi segretari nazionali. Piemonte e Romagna terranno i loro congressi il 10 e il 18 marzo, mentre il consiglio nazionale lombardo ha deciso che il suo congresso, per eleggere il nuovo segretario della Lega Lombarda, si terrà dopo le amministrative di primavera, per evitare sovrapposizioni con il voto locale (in Lombardia si terranno le comunali a Monza e Como). Il 25 febbraio si terranno, nelle province più grandi, le primarie per eleggere delegati ai congressi provinciali che a loro volta, l'11 marzo, eleggeranno i delegati al nazionale.
Giancarlo Giorgetti, attuale segretario della Lega Lombarda, dalla quale Umberto Bossi fece nascere, nel 1991, la Lega Nord, e' in carica dal 2002. Candidato alla successione è sicuramente l'onorevole Giacomo Stucchi, parlamentare bergamasco, che in estate ha sfiorato la nomina di capogruppo alla Camera, ma ci sarà anche il suo amico e collega bresciano Davide Caparini.
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03/02/2012
Stucchi: "Monti più macchiavellico che tecnico"
"Nell'atteggiamento del presidente del Consiglio Monti c'è la consapevolezza che il suo governo si poggia su basi di argilla assai più friabili di quanto al momento l'opinione pubblica o certi osservatori della politica possano pensare. Il suo continuo ringraziare l'ex premier Berlusconi, ripetuto più volte soprattutto nel suo debutto televisivo in una rete Mediaset, danno l'idea della consapevolezza del Professore di essere nelle mani del Cavaliere, ma anche di quanto Monti diventi sempre meno un tecnico e sempre più un affinato politico". Lo scrive il deputato Giacomo Stucchi nel suo blog (http://giacomostucchi.blogspot.com/).
"Il capo dell'esecutivo dei tecnici, infatti, sa perfettamente di essere tanto più forte quanto più deboli sono i partiti che lo tengono in vita - prosegue -. In tal senso alcune circostanze sembrano reggergli il gioco: dalle incertezze e contraddizioni esistenti all'interno del Pdl, tra le diverse anime che divergono soprattutto sull'opportunità o meno di continuare ad appoggiare il governo in carica, alle vicende giudiziarie del Cavaliere che consigliano prudenza anche nelle sue mosse politiche; dalle difficoltà degli altri partiti, come quelle del Pd e in particolare della sua componente proveniente dalla Margherita, alla crisi economica globale che non accenna ancora ad attenuarsi. Ecco perché, al momento Monti sembra essere più preoccupato per l'altalena che ancora caratterizza l'andamento dello spread che non per tutto il resto. A tal proposito il premier ha però adottato un'efficace, almeno apparentemente, strategia: quando il differenziale tra i nostri Btp e Bund tedeschi aumenta, la colpa è della mancanza di una valida politica economica e monetaria europea; quando invece lo spread scende, allora il merito è del suo governo che sta facendo bene e che adotta provvedimenti che aumentano la credibilità del sistema Paese! Se poi però andiamo sul concreto, ovvero sulle cose che interessano davvero alla gente, ci accorgiamo che i provvedimenti sino ad oggi adottati fanno acqua da tutte le parti. Persino il consiglio dato ai giovani dal premier, e cioè di scordarsi il posto sicuro perché tanto è anche 'monotono', serve a trasmettere più rassegnazione che ottimismo. Infine, per quanto riguarda le semplificazioni, tocca ancora aspettare un nuovo Consiglio dei Ministri che alla conclusione di un'altra delle sue interminabili (ma poco costruttive) sedute esaminerà l'ennesimo decreto-legge, recante disposizioni urgenti, che però sarà il frutto di estenuanti pressioni esercitate su Palazzo Chigi da varie lobby. Insomma, un governo tecnico che doveva servire ad affrontare un'emergenza economica, auspicabilmente di breve periodo, è diventato, grazie all'irresponsabilità della triplice Pdl-Pd-Terzo Polo, che lo mantiene in vita, un esecutivo politico che cura gli interessi di questo o di quell'altro gruppo di pressione e se ne infischia dei desiderata del popolo".
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14/01/2012
La domanda del momento
"In un Paese che sta affondando la Lega Nord cerca di impedire le scelte sbagliate di chi è entrato nella stanza dei bottoni senza chiedere il consenso ai cittadini. In tal senso la nostra grande assemblea di popolo, convocata per il prossimo 22 gennaio a Milano, sarà di certo una grande occasione per protestare contro un Governo, frutto di manovre di Palazzo, che vuole togliere i soldi al Nord per continuare a rimpinguare le casse di uno Stato sprecone e centralista". A dichiaralo è il deputato Giacomo Stucchi, che in un post pubblicato sul suo blog (http://giacomostucchi.blogspot.com/) scrive: "Dopo aver negato la pensione, a chi ne aveva già maturato il diritto, e dato una mazzata micidiale all’economia, con una manovra sbagliata tutta lacrime e sangue, il governo Monti si appresta ora ad approvare nuovi provvedimenti che mirano solo a penalizzare alcune categorie senza innalzare di un millimetro l’asticella della crescita. La cosiddetta “fase due”, della quale tutti nella maggioranza parlano ma senza dire (e forse nemmeno sapere) esattamente a cosa intendono riferirsi, sembra essere più uno spot ad uso e consumo dei mass media, compiacenti del presidente del Consiglio, che non un serio e concreto programma di governo per uscire dalle secche nelle quali i banchieri e i tecnici insediatisi a Palazzo Chigi hanno portato tutti noi.
"Frattanto - prosegue Stucchi - lo spread continua a rimanere alto, non lontano dagli stessi livelli che portarono alle dimissioni del governo Berlusconi, e i tassi sui titoli di Stato stanno sopra la soglia di sicurezza. Per non parlare poi delle notizie negative che arrivano anche sul fronte delle agenzie di rating. Come se non bastasse sono poi arrivate anche le dimissioni dal governo (dopo solo 44 giorni!) del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Malinconico, sotto accusa per una vicenda che dovrà sicuramente essere chiarita. Inspiegabilmente però né le forze politiche che appoggiano Monti, né i sindacati, né tanto meno Confindustria, che sembra peraltro aver dimenticato i continui appelli a "fare qualcosa", chiedono le dimissioni del governo in carica.
"Cosa aspettano? Dove vogliono arrivare, prima di rendersi conto del grave errore commesso con l’appoggio a questo governo?- chiede il deputato bergamasco -. Se può essere comprensibile, almeno in parte e comunque solo dal loro punto di vista, l’atteggiamento di Bersani e Casini di restare dietro le quinte del governo Monti, ma comunque sempre in prima fila e in posizione di vantaggio rispetto al ruolo nel quale gli elettori li avevano relegati in questa legislatura, la domanda da porsi è un’altra: cosa aspetta Berlusconi a staccare la spina? I tantissimi mal di pancia di molti dirigenti del suo partito, ma anche i malumori ormai conclamati di gran parte del suo elettorato, che oltre del governo si è visto anche scippato dei temi e del programma per il quale aveva votato il Pdl, dovrebbero ormai aver convinto il Cavaliere che Monti e i suoi tecnici non costituiscono la soluzione per portare il Paese fuori dalla crisi".
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21/12/2011
Questa Imu è una bella fregatura
“Falsi benpensanti, e statisti dell’ultima ora, fanno finta di scandalizzarsi per le proteste della Lega Nord in Parlamento, o per quella che sta montando sui territori del Nord contro la reintroduzione dell’Ici. Una tassa che si chiamerà Imu ma che, occorre spiegarlo bene, non ha niente a che vedere con l’imposta prevista nel federalismo fiscale, dalla quale era esentata la prima casa, e pensata per lasciare più risorse sul territorio e non per far fare ai sindaci gli esattori di un Stato centralista e sprecone”. Così il deputato della Lega Nord, e Segretario dell’Ufficio di Presidenza di Montecitorio, Giacomo Stucchi, a margine dei lavori parlamentari.
“Con l’introduzione di questa "Imu" così strutturata – continua il parlamentare bergamasco – i Comuni, a conti fatti, ci possono rimettere e le amministrazioni cittadine, per non tagliare i servizi, saranno costrette ad alzare le aliquote, pagandone le conseguenze sul piano politico. Insomma – conclude Stucchi – si tratta di una bella fregatura, architettata dal Governo Monti per portare più soldi nelle casse dello Stato facendo fare il lavoro sporco, cioè l’aumento delle tasse sulla casa e della loro riscossione, ai sindaci”.
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04/12/2011
Stucchi: a pagare sarà come sempre il ceto medio del Nord
“Non sappiamo se, come dice il presidente del Consiglio Mario Monti, il suo esecutivo servirà alle forze politiche che lo sostengono per ‘riconciliarsi’, ma di sicuro a pagare per le decisioni che prenderà saranno sempre i soliti cittadini del nord”. Lo afferma il parlamentare bergamasco della Lega Nord Giacomo Stucchi.
“Ad avere la peggio saranno i pensionati con quarant’anni di contributi, ai quali sarà negato il loro diritto di andare subito in pensione; i proprietari del proprio appartamento, acquistato con enormi sacrifici, che saranno considerati benestanti, quindi da stangare; o le imprese alle quali viene negato un credito a tassi che non siano da usura. La verità è che dicono di voler salvare il Paese ma intanto smantellano le riforme, in primis il Federalismo - vero obiettivo di tutta la manovra - varate dal governo di centrodestra eletto dal popolo, piazzano i loro uomini nei gangli del potere, cominciano a porre le condizioni per favorire gli interessi dei soliti noti e cercano di scomporre l’attuale quadro politico per crearne uno nuovo a tavolino”.
Leggi il DL : Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici.docx
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Tèra de Bèrghem: lingua, storia e cultura bergamasca





