RASSEGNA STAMPA. Brignoli, già braccio destro di Castelli e Giorgetti, è capo di Gabinetto in Provincia

Brignoli_L.jpgÈ stato il vice di Roberto Castelli nel momento in cui Umberto Bossi ha deciso di affidare all’ex Guardasigilli la guida della segreteria cittadina del Carroccio. Ancora prima, ha affiancato Giancarlo Giorgetti, numero uno della Lega Lombarda, guidandone la segreteria operativa in via Bellerio. Ora Lucio Brignoli sarà il braccio destro di Ettore Pirovano: il presidente della Provincia l’ha infatti scelto come capo di Gabinetto. «Sarà il mio braccio destro? Forse anche quello sinistro», commenta Pirovano. Residente a Paladina, militante della sezione del capoluogo del Carroccio, laureando in Scienze dell’amministrazione all’Università Statale di Milano, Lucio Brignoli è della classe 1980. E lo stesso presidente non fa mistero di aver puntato su di lui anche per questo. «Sono convinto di una cosa – spiega Pirovano –: l’ordine di priorità delle questioni che arrivano in Via Tasso non dipende necessariamente dal grado d’importanza di chi porta avanti il caso, ma anche da aspetti umani». E siccome la figura del capo di Gabinetto istituzionalmente fa da filtro e contribuisce in prima persona alle decisione su questo ordine di priorità, nell’ottica di cui sopra l’età diventa un quid: «Penso che un giovane abbia meno preconcetti di chi svolge ruoli di questo genere da tempo». Starà ora a Brignoli affiancare la presidenza nel momento in cui il lavoro in Provincia, dove la Lega è tornata dopo 10 anni all’opposizione, entra nel vivo dopo le elezioni di giugno. La nomina, inserita nell’ambito dello staff presidenziale, è avvenuta settimana scorsa, mentre l’insediamento è previsto per questa mattina. Il presidente per sintetizzare il senso di questa figura utilizza una metafora nel suo spirito di blues-man: «Un musicista ha sempre un manager». E si capisce che qui il musicista è il presidente. Dal canto suo, il nuovo capo di Gabinetto si dichiara pronto a lavorare sodo. Il commento di rito, dice, non è il suo forte: «Ringrazio davvero per l’opportunità che mi viene data, anche se queste parole sembrano una banalità. Per chi è sempre stato a disposizione del movimento, è un riconoscimento importante. Ora mi metterò al lavoro facendo del mio meglio». Maturità scientifica al Mascheroni, studi in Ingegneria poi interrotti per passare a Scienze politiche, Brignoli ha un curriculum politico degno di nota: «La prima tessera è del 1996, avevo 16 anni». Passione di famiglia? «Sì, ma nel senso che sono stato io a contagiare mio padre, che è leghista come me». Nel 1998 diventa coordinatore del gruppo di Bergamo del Movimento giovani padani, nel 1999 passa a capo del gruppo provinciale. Sempre dei giovani della Lega nel 2002 diventa vicecoordinatore nazionale, per poi assumere incarichi nella struttura federale di via Bellerio a Milano (responsabile organizzativo, coordinatore del movimento studentesco). Nel 2004 collabora con la commissione Bilancio della Camera, affiancando ancora Giorgetti. Nel 2007 il segretario provinciale Cristian Invernizzi lo sceglie per guidare la sezione del capoluogo, commissariata. Quando Bossi chiama per il medesimo incarico il «big» Roberto Castelli, è lo stesso senatore, impegnato anche a Roma, a tenere con sé Brignoli come vice. È in pista anche nelle elezioni appena passate: candidato al Consiglio provinciale, è il terzo dei non eletti. Si fa il suo nome come possibile assessore a Palafrizzoni nella squadra lumbard, poi tutto sfuma. Ora, la nomina in Via Tasso. (L’ECO DI BERGAMO – 02/11/2009)

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