CHIUDE IL KEBAB. GRAZIE BERGAMASCHI.

Ha vinto la polenta. Il kebab di piazza Mercato delle Scarpe, in Città Alta, ha chiuso i battenti. Lo stesso laboratorio artigianale era stato al centro di un lungo dibattito politico in città tra l’allora maggioranza Bruni e la Lega Nord sull’incompatibilità del panino arabo con il contesto di Città Alta. Nessuna legge regionale, nè tantomeno ordinanze del sindaco hanno però causato la chiusura. Il kebabbaro è semplicemente vittima della crisi economica, che colpisce senza controllare il paese d’origine sulla carta d’identità. 
Circa un anno fa il caso del kebab di Città Alta approdò anche su Facebook. Due i gruppi creati dagli utenti: “Salviamo il kebab di Città Alta” e “Mura chiuse contro il nuovo kebab“. La sfida virtuale, ora chiusa, è stata vinta dai secondi: 509 contro i 425 pro kebab. 
In più occasioni il consigliere della Lega Daniele Belotti è intervenuto per ribadire che il laboratorio artigianale in piazza Mercato delle Scarpe non è (o meglio, era) compatibile con il contesto storico ed urbanistico della città.
(BergamoNews, 5-11-09)

I CITTADINI E I TURISTI L’HANNO FATTO CHIUDERE FACENDO UNA SCELTA BEN PRECISA : IL KEBAB LO MANGERANNO QUANDO ANDRANNO NEI PAESI ARABI. IN CITTA’ ALTA MEGLIO PA’ E SALAM.

CHIUDE IL KEBAB. GRAZIE BERGAMASCHI.ultima modifica: 2009-11-05T13:15:00+01:00da leganord.b
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Un pensiero su “CHIUDE IL KEBAB. GRAZIE BERGAMASCHI.

  1. A voi, un mio modestissimo componimento:

    ODE AL KEBAB

    Di te, o Musa, invoco l’ausilio,
    D’Olimpo e d’Elicona tutta
    Non già d’ Eroi io devo cantar, o l’ Armi,
    Ma della suprema ghiottoneria d’Oriente.

    A te, o Kebàb, volgo i miei umili versi,
    Leccornia emerita, delizia partica,
    A te, o Magnifico, volgo il pensièr mio
    Quando il verace appetito s’approssima.

    O frutto delle Terre d’Eufrate,
    O Meraviglia delle plaghe scitiche
    Possa l’intimo calor tuo
    mai venir meno sulla mia Tavola.

    Possano a lungo le stirpi italiche
    Pascersi nel movimento circolatorio tuo,
    E l’audace prelibatezza del tuo gusto
    mai difettar al bramoso palato mio.

    Ma te, o polenta, alla mia mensa
    mai sarai accetta, e nei canti miei
    mai ingiuria ti sarà difetta.
    Indegna pastoia, panacea del volgo lombardo
    A te meglio si confà il carme
    d’un indègn patriottardo.

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