Federalismo necessario alle imprese del Nord

Gibelli: puntiamo tutto sul Made in Lombardia. Pirovano: al voto subito, ne vedremo delle belle

«Federalismo necessario alle imprese del Nord»

Il federalismo serve anche e soprattutto alle piccole-medie imprese del Nord. È la Lega in «smoking» a salire sul palco della Bèrghem Fest domenica sera: Andrea Gibelli ed Ettore Pirovano, deputati entrambi, il primo vicegovernatore della Lombardia, il secondo presidente della Provincia. Ed è proprio quest’ultimo a dire che la «Lega è diventata grande, ha imparato a parlare e a mettersi il vestito bello. Perché se si resta fuori con i forconi e gli stivali nel fango, quelli nel palazzo fanno quello che vogliono. Invece noi abbiamo imparato a entrare e a fregarli dall’interno, e ci stiamo riuscendo». Per cui il federalismo – «di cui tutti si riempiono la bocca anche se poi fanno cortina fumogena intorno per bloccarlo» –, «dopo la forte pazienza del popolo leghista non è più questione di anni, ma di giorni». Si vada quindi alle urne subito «perché noi abbiamo il peso per stravolgere le cose, ne vedremo delle belle», è convinto Pirovano. Non si teme una perdita di consenso della Lega (è la provocazione della giornalista Rosella Del Castello, Bergamonews, moderatrice dell’incontro), forza di governo e di opposizione insieme, «perché siamo forti del patto con il popolo del Nord, e parliamo con la stessa voce qui, alle feste, e a Roma».
E a beneficiare del federalismo, sostiene Gibelli, che in Regione è anche assessore alle Attività produttive, sarà soprattutto il tessuto economico. «Quello che ormai ha la coscienza del lombardismo – interviene –, ovvero quella necessità storica del cambiamento che anche il sistema produttivo vede nel federalismo e nell’autonomia di governo. Non è più pensabile che gli artigiani del Nord si trovino a fronteggiare la concorrenza delle regioni del Sud con i fondi straordinari e di quelle a Statuto speciale che offrono ponti d’oro per trasferire le aziende lombarde; o che il Nord debba ripianare i buchi della spesa sanitaria del Sud».
Ecco allora alcune proposte concrete sul tavolo. Primo: il trasferimento a Milano degli uffici della Simest, Società italiana per le imprese all’estero, che sostiene progetti di internazionalizzazione. «Finora ha avuto sede a Roma ed è stata sfruttata poco. Invece le imprese bergamasche, lodigiane e varesine devono avere questi strumenti a portata di mano». Secondo: lo small business act lombardo. «Un grande paniere di semplificazione e strumenti di orientamento per l’innovazione e lo sviluppo. Ci giochiamo tutto se non manteniamo la produzione qui. In questi mesi la Regione ha emesso bandi per 100 mila euro per l’innovazione. A breve ce ne sarà uno nuovo per promuovere le “reti d’impresa”, quelle aggregazioni che sono ormai il modello per restare sul mercato. Il “made in Lombardia” sarà il marchio entro cui mettere l’eccellenza lombarda». Ma da Pirovano arriva anche la sferzata: «Ha tanti amici imprenditori che non trovano giovani italiani disposti ad andare in trasferta o a fare i turni perché il venerdì devono essere liberi per andare in discoteca. Bisogna abituarsi che per vivere bisogna fare anche fatica». E sul finale un riferimento ai rapporti tra Provincia e Comuni, dopo qualche polemica dei giorni scorsi: «È una tensione tra persone più che tra enti. Bisognerebbe guardare le cose non dal piano terra ma almeno dal terzo piano». (da Eco di Bergamo,24-8-10)

Federalismo necessario alle imprese del Nordultima modifica: 2010-08-26T12:16:00+02:00da leganord.b
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